mercoledì 14 dicembre 2011

Grandi telescopi in salvo... per ora.

Trovati i soldi per i telescopi del futuro, per l'anno fiscale 2012. Non vogliamo essere venali stamattina ma il punto è che per andare oltre nella ricerca astrofisica occorre disporre di strumenti sempre più sensibili e raffinati, che misurino la luce e  le altre radiazioni elettromagnetiche che ci arrivano dagli oggetti celesti, dal  radio ai raggi X e Gamma.

Per analizzare la luce, e le altre radiazioni elettromagnetiche, occorre però averne non dico in abbondanza ma almeno sufficienza e purtroppo dagli oggetti celesti più lontani nel tempo e nello spazio arrivano segnali debolissimi tanto più quanto più ci avviciniamo alle "origini". Da lì riceviamo segnali veramente impercettibili.

Ecco perché i telescopi devono essere sempre più grandi, con specchi o parabole ormai di decine e decine di metri, e costo conseguenti. Il motivo quindi è molto molto semplice: uno specchio di un telescopio ottico, o la parabola di un telescopio radio, raccoglie tanto più segnale da stelle e galassie quanto più è grande. Il paragone non sembri irriverente ma la situazione è  tanto quanto quella di un banale secchio che raccoglie più gocce d'acqua, quando piove, di un normale bicchiere.

      
                                                                             

Svelato questo piccolo e semplice segreto passiamo al primo caso,  importante sia per la scienza ovviamente, quanto anche per noi europei.

L'Osservatorio astronomico europeo, ESO, ha approvato il piano di finanziamento per il 2012 per E-ELT , il nuovo telescopio "estremamente grande", come dice con un po' di supponenza la sua sigla, che verrà eretto dagli europei nel deserto di Atacama. Il disegno è per un telescopio da 40 metri, contro gli 8 circa dei telescopi più grandi oggi esistenti. Eccolo qui in un bel disegno, come sarà a fine decennio.


Mentre qui sotto una illustrazione di come lavorerà di notte, con i raggi laser che creano delle stelle artificiali nell'alta atmosfera per poter migliorare la messa a fuoco e la resa del telescopio. E' l'ottica adattiva, in cui l'Italia ha un buon primato.


Ovviamente, per quel che abbiamo detto, non si sa come andare oltre gli 8 metri per uno specchio ottico monolitico, cioè in un solo pezzo. Per questo si pensa di sfruttare intelligentemente il progresso enorme degli ultimi anni nell'elettronica e servomeccanismi. Lo specchio principale da 40 metri sarà quindi formato da decine e decine di specchi esagonali, sui due metri,  accoppiati uno all'altro e tenuti perfettamente in posizione da una nuvola di servomeccanismi e computer che li controlleranno molte volte al secondo, con precisione ben sotto il millimetro. Qui sotto la foto di uno dei prototipi in test. 


Godiamoci infine una breve animazione nell'attesa di vederlo dal vero.... 


                             

e ora leggi qui se vuoi sapere tutto , io ho fatto un sunto delle caratteristiche principali 


Passiamo ora allo Spazio, è entrato in funzione Radioastron, un radiotelescopio-satellite spaziale che, di fatto, costituisce assieme a quelli a terra, uno strumento 30 volte più grande della Terra stessa!!  



Inutile che mi perda in spiegazioni, lascio la parola al bravissimo Giovannini, dell'INAF di Bologna. 

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