lunedì 10 settembre 2012

Basta un poco di zucchero ... o no ?



Alma, il grande telescopio per l'infrarosso lontano e il millimetrico posto sulle Ande a 5.000 metri, ha recentemente permesso di trovare delle molecole "dolci", di glicolaldeide, in una nube stellare in contrazione, esattamente nei pressi di una stella e non, come era capitato altre due volte, nella nebulosa.   

La stella, di tipo solare e non molto distante da noi,  è in formazione e le molecole "zuccherine" stanno cadendo proprio verso il centro, grosso modo sono all'altezza del nostro Urano, giusto per dare un'idea. 

Se volete sapere i dettagli potete leggere questo articolo   (perdonate un typo su glicolaldeide dovuto all'editor )

Certamente è una scoperta importante e suggestiva, è una molecola complessa, anche se non troppo, e sembra essere nel posto giusto nel momento giusto. Corretto, ma meglio non farsi suggestionare più che tanto, ci vogliono notoriamente ben altre condizioni per poter parlare di vita nell'Universo

Questo tema viene assegnato, forse per ragioni storiche, agli astronomi, o forse perchè questi ultimi sono affetti un po' da delirio di onnipotenza.     

 
Personalmente penso che il compito degli astronomi sia molto limitato, e consista sostanzialmente nel fornire dati importanti per stabilire il problema: quante sono le stelle in quella tale galassia, quante le galassie, quanti e come possono essere fatti  i sistemi planetari e così via. 

In particolare la scoperta, tutto sommato recente partiamo dal 1995, dei sistemi  planetari  "exo" ha dato una bella botta a qualche decennio di teorie e prove sperimentali "certe" legate al nostro di Sistema solare. 

  
Alla faccia di quanto stabilito perfino dalla suggestiva, centenaria e oggi sbagliatissima, legge di Titius Bode, troviamo decine e decine di sistemi di pianeti in tutte le salse, con dei "Giove" - like attaccati alla stella madre come Mercurio, posizione "proibitissima" dalle teorie ante 1995. Quindi che i pianeti si formino dalla nube primitiva da cui si forma la stella,  quasi certamente perchè i "sassi" iniziali, planetesimi, si fondono uno con l'altro sembra proprio certo  però....  




... però ne saltano fuori di tutti i colori di questi sistemi.  Insomma bisogna rimettere in gioco le sicurezze che avevamo, anche le più radicate, ad iniziare dalla più cara agli uffici stampa di Agenzie e Enti di ricerca:  l'acqua nell'universo,  "sicuro" indizio di ("possibilità di", ma questa parola viene sempre omessa....) vita

Un equivoco tenuto in vita apposta perchè ovviamente l'acqua nel pubblico evoca vita e sopravvivenza, che sono due cose diverse.  Ma di quanta acqua ci sia nell'Universo abbiamo già parlato. In breve, ce ne è dappertutto  (clicca per accedere al post) 

Inutile poi, già descritti a iosa, parlare dei vari progetti SETI, del tentativo di osservare righe della clorofilla in stelle vicine e così via. Tutta roba ottima, che con i mezzi attuali però rischia di essere velleitaria. L'area che spazzoliamo con le osservazioni è risibile, anche se onesta.  Basta guardare qui sotto la zona di indagine di Kepler, NASA, il satellite che di gran lungo ci ha dato le migliori soddisfazioni. Piccolissima rispetto alla Galassia, e pensiamo che di galassie ce ne è almeno almeno 10.000 miliardi nell'Universo.



A me personalmente pare che il punto chiave sia chiarirci le idee su cosa consideriamo come vita, dato che continuiamo a scoprire cose stupefacenti, come il microbo S. Islandicus che è riuscito a dividersi in due specie in un soffione caldissimo nella regione vulcanica della Kamchatka, in Russia. (Clicca per l'articolo



Ma qui mi fermo ovviamente, per non darmi la zappa sui piedi. Se volete discuterne ben volentieri!


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