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mercoledì 9 aprile 2014

Cosa avviene dopo la morte di una stella ?

Ce lo mostra con una splendida immagine oggi l'Eso, Osservatorio europeo del Sud, che con i telescopi VLT, quattro giganti ultra-tecnologici con uno specchio da 8 metri di diametro ognuno, ha scattato l'ennesima, ma più bella che mai, immagine di Abell 33.  

cosa avviene dopo la morte di una stella?


E' una gigantesca bolla blu, a 2500 anni luce da noi, che, illuminata (nell'immagine) dalla stella che per prospettiva sta ai suoi bordi fa l'effetto quasi si una pietra preziosa con un bagliore sfavillante al lato. Certo di "morte di una stella" non si tratta, al massimo possiamo dire che le stelle evolvono nel tempo e quando sono troppo "vecchie" quelle grandi più o meno come il Sole lanciano nello spazio tutto il gas che circonda il nucleo vero e proprio, dove avvengono le reazioni nucleari.

In effetti quel che resta della stella che ha creato la nebulosa è il puntolino al centro, una stellina ancora caldissima che illumina con la sua luce ultravioletta l'enorme involucro gassoso.

E ora giù a capofitto fin dentro Abell 33

martedì 26 luglio 2011

Bolle spaziali. Appena scoperta e servita ....calda


Eccola! Eterea, trasparente, enorme in dimensioni eppure "leggera": è l'ultima nebulosa planetaria scoperta e presentata al volo. L'immagine è presa col telescopio USA Gemini, uno dei maggiori al mondo.

Il suo nome al momento è  Kn 61. Una nebulosa planetaria rappresenta la fine dell'evoluzione di una stella di massa piccola, come il Sole , o media, fino a 5-6 volte la massa del Sole stesso. 

In poche parole, quando una stella simile al Sole va verso l'esaurimento del combustibile a idrogeno utilizzabile nel suo nucleo, si espande in una gigante rossa.  Il Sole ad esempio nella sua espansione, fra 4 miliardi di anni, arriverà a "mangiare" l'intero Sistema solare. Proprio alla fine di questa espansione la radiazione dall'interno  strappa via gli strati esterni della stella, lasciando scoperto il caldo e denso nucleo che è quel che resta della stella originaria. Il gas, che assume forme di vario tipo, nel nostro caso la bellissima bolla, viene illuminato dalla luce ultravioletta della stellina rimasta al centro e riluce come un insegna nella notte.




lunedì 20 giugno 2011

Bolle colorate nello spazio e Monster stars



Un'immagine gaia e colorata per iniziare la settimana al meglio, fra due giorni è estate perfino per gli astronomi ;DD, e dobbiamo iniziare a festeggiare, come si usa fin dall'inizio dei tempi. 

Bolle, o anelli di gas e polveri  sono frequenti nella nostra Galassia, ma difficili da trovare.  Questo lo vediamo "immortalato" da due diversi telescopi orbitanti NASA.  Spitzer è un satellite che "vede" soprattuto nel vicino infrarosso, mentre Herschel vede nel lontano infrarosso. 

Che differenza c'e' direte voi? E' che, come abbiamo detto, quando si guarda un oggetto celeste in lunghezze d'onda diverse, anche non di molto come in questo caso, si hanno informazioni diverse. 

Herschel infatti mette in risalto maggiormente le polveri più fredde che stanno proprio ai bordi dell'immagine,  (rosso e giallo nell'immagine in alto a destra), mentre Spitzer mette in risalto  i dettagli dell'anello centrale di polvere, ma non fa proprio vedere quelle più fredde.

L'immagine composta , grande a sinistra, ci dà una panoramica completa. Usare lunghezze d'onda diverse è una tecnica fondamentale oramai in astrofisica, da quando possiamo andare coi satelliti oltre la cortina opaca dell'atmosfera. 

La sorpresa, se si vuole chiamarla così,  è che nella parte sinistra dell'anello, all'interno, si nota un piccolo addensamento bianco. E' una stella in formazione, già molto massiccia almeno 10 volte il Sole, ma che potrebbe diventare alla fine del processo di formazione anche 100 e più volte la massa solare.  Una "stella mostro", insomma, in genere di breve vita, "solo" qualche milione di anni.