giovedì 29 marzo 2012

Bolle spaziali



Parlare di "bolle" in astrofisica è come sparare sulla Croce Rossa, dato che le stelle, e  a volte le nebulose planetarie, sono proprio  sferoidali.

Ecco qui sopra un bell'esempio, di "bolla blu", come recitava una vecchia e sempre bella canzone di Mina. 

Le nebulose planetarie sono chiamate anche gemme del cielo, dato che sono esteticamente bellissime come in questo caso. E uno si dimentica che, aimè, sono il destino ultimo di stelle come il nostro Sole che al termine della loro esistenza espellono gli involucri esterni, fagocitando così i loro sistemi planetari. 

Questa planetaria è Abell 33, e si trova a qualcosa come 1500 anni luce di distanza.

Sembra che la stella centrale possa essere un sistema binario, due stelle che orbitano l'una attorno all'altra.  Le due stelle non sono più vicine di circa 0,03 anni luce - circa 2000 volte la distanza della Terra dal Sole! Un valore piuttosto alto per un sistema binario.

Inoltre, è evidente che la stella centrale  è non in centro! Ciò accade, di solito, se la stella si sta muovendo rapidamente attraverso lo spazio. Espelle il gas come un vecchio treno a vapore e si muove per cui, contrariamente alla norma, non la vediamo al centro della Planetaria. 

Metto qui sotto alcune altre Bolle Spaziali, di sicuro impatto estetico.

Abell 39 con la sua bella stellina al centro :


Abell 43, che come vedete, specie se ingrandite cliccando, è una bolla fatta di tante sottobolle, frutto di altrettanti complicati "sbuffi"  cosmici


E infine la più bella di tutte che non è una Planetaria ma il resto di una Supernova, SNR 0509-67.5  che dista 170.000 anni luce da noi, nella nube di Magellano. Stupenda.


lunedì 26 marzo 2012

Per chi si fosse perso lo spettacolo

Eccoli qua gli attori, per chi non avesse potuto vedere lo spettacolo di stasera, 26 marzo.

La statua di Galileo a Padova, poco distante dalla sua casa e dal luogo in cui nel 1609-10 osservò con il suo cannocchiale per la prima volta nella storia proprio la Luna, Venere, nell'immagine a destra poco in alto e a Giove, in basso poco sopra la testa di Galileo.  


Stasera la Luna bacia Venere davanti a tutti. Per carità non ditelo a Giovanardi !!

Giove e Venere li seguiamo da tempo e ci hanno dato parecchie soddisfazioni ,grazie anche al cielo limpido e sgombro da settimane, almeno al centro nord.

Stasera basta un attimo per rendersi conto di una bella scena celeste: la Luna, dopo aver sorpassato Giove, quasi bacerà Venere luminosissima.

Per chi non ci ha seguito il mese scorso le istruzioni sono semplicissime: guardare verso Ovest (dove è tramontato il Sole ) verso le 20 (ma anche dopo) e si vedrà questa scena  (clicca per ingrandire) :



Mentre domani, 27 marzo, il sorpasso sarà avvenuto, sempre bello da vedere, eccolo qua:




Sbuffa ancora il nostro Sole

Eccolo qui, visto poche ore fa dal satellite Nasa SDO, solar dynamical observatory.  Ovviamente con un filtro un po' particolare.


La sua attività un po' superiore al normale, ricordiamo che il massimo lo si aspetta per il 2013, continua incessante. Qui sotto un filmato, con una musica da lunedì mattina ;)) per vedere le ultime intemperanze, niente di particolarmente pericoloso comunque. 

           

giovedì 22 marzo 2012

A che serve il costosissimo LHC di Ginevra? Cosa c'entrano i delfini con la fisica nucleare?


Un'occasione unica che vi segnalo. Domani dalle 9.30 sarà possibile seguire una conferenza stampa eccezionale e inviare domande.

l'indirizzo per collegarsi è http://www.infn.it/lhcitalia/ oppure http://www.lns.infn.it e per porre domande in tempo reale  sarà possibile semplicemente twittare  @UffComINFN o con l'hastag #lhc o scrivendo a comunicazione@presid.infn.it

Parteciperanno i fisici  italiani che guidano la grande avventura scientifica dell’acceleratore LHC di Ginevra  nella cornice catanese dell'evento “Esploratori dell’invisibile”  a cui parteciperanno ben 1200 studenti siciliani. Con loro, il presidente dell’INFN e il responsabile del progetto Km3Net per l’osservazione dei neutrini. A moderare il dibattito ci sarà uno “scienziato per caso”, Patrizio Roversi.   L’iniziativa si svolgerà dalle 9.30 alle 13.30 presso il complesso Le Ciminiere di Catania (viale Africa) ed è organizzata dai Laboratori Nazionali del Sud e dalla Sezione di Catania dell’INFN con il patrocinio della Provincia di Catania e la collaborazione dell’Università.

Interverranno:

Oscar Adriani – co-spokesperson esperimento LHCf
Pierluigi Campana – coordinatore esperimento LHCb
Fabiola Gianotti  - coordinatore esperimento ATLAS
Fernando Ferroni – presidente INFN
Emilio Migneco coordinatore europeo progetto Km3Net
Stefano Lami- co-spokesperson esperimento Totem
Guido Tonelli- coordinatore emerito espeerimento CMS
Ermanno Vercellin – esperimento Alice

Come si scopre una super "nuova stella" - Supernova 2012aw

Una stella molto massiccia, almeno 10 volte più del nostro piccolo Sole, arriva alla fine della sua esistenza, non riesce più a sostenere in equilibrio tutta quella palla di gas  che la compone. Improvvisamente è come uno di quegli edifici che vengono fatti cadere con l'esplosivo, tutto il gas, miliardi di miliardi di miliardi e via così di chili, cadono improvvisamente sul nucleo caldissimo, milioni di gradi. E' l'esplosione fra le più violente che si osservano nell'Universo, in pochi minuti  viene emessa tanta energia quanta il Sole butta fuori in tutta la sua esistenza, 8 miliardi di anni !!

Ne è appena scoppiata una, anzi veramente, ci è appena arrivata la sua luce. Eccola qui sotto è il nottolino luminoso a destra della galassia principale, M95, verso le ore 4.


M95 sta nel Leone, fa parte di un famoso trio di galassie, e siccome dista 75.000 anni luce da noi , altrettanti ne sono passati dall'esplosione. Solo il 16 marzo scorso è "apparsa" in cielo a noi. Già perchè scoprire le supernovae è facile. Semplicemente appaiono. Qui sotto un video che vi fa vedere come lampeggiano se si confrontano in sequenza due immagini della stessa zona di cielo, prima e dopo l'apparizione della Supernova. 

         

lunedì 19 marzo 2012

Doppio video per iniziare bene la settimana

I frequentatori di questo blog diventano sempre più esigenti!  Non è facile trovare ogni lunedì dei filmati all'altezza dei gusti e delle abitudini, oramai sofisticate, degli smaliziati amici di Scienzaltro.

Ma questa settimana sono stato molto fortunato e sono in grado di offrire un piatto molto succulento. Due video che definire belli è troppo poco.

Il primo è di Stefano De Rosa, fotografo del cielo come lui stesso si definisce.


In realtà, basta guardare il suo sito, senza negare nulla della straordinaria abilità tecnica, si vede perfettamente che è un innamorato del cielo, oltre che di Torino...

Tutto da godere questo video quindi.



Cambiamo completamente punto di vista. Abbiamo visto tanti, bellissimi, video della Terra vista dalla Stazione Spaziale Internazionale. Questo è invece focalizzato sulle stelle.  Ecco qui sotto come le vedono gli astronauti.









sabato 17 marzo 2012

L'universo messo a fuoco (con l'ottica adattiva tutta italiana)

Questa si è una eccellenza vera nel campo della scienza, altro che quelle che si inventano i giornali, ed è tutta italiana, sviluppata in sordina negli ultimi 10 anni nell'astrofisica italiana.

Montata al telescopio LBT , il più grande "binocolo" esistente in cui la nostra tecnologia è stata impiegata alla grande, a iniziare dall'enorme montatura che sorregge due specchi da 8 metri di diametro, una struttura, alta oltre 25 metri,  che solo noi sapevamo fare (la ditta è la Ansaldo Camozzi) . Qui sotto l'Osservatorio, sul Mount Graham in Arizona, l'altezza di questo mastodonte è di 45 metri circa. L'Italia è proprietaria del 25% di questo osservatorio internazionale (USA, Germania, Italia)


Vedremo dopo come funziona questa ottica adattiva, ma diamo subito un' idea di quanto migliora le immagini.


A sinistra come si vede "la stella" senza ottica adattiva con LBT. A destra con l'ottica adattiva. Si vede come in realtà si tratta di 3 stelle la cui immagine veniva "sfuocata" dall'atmosfera.

Basterebbe questo per chiudere la vicenda, ma fa piacere capire come ci si è arrivati. Una chiacchierata per chi vuole saperne di più direttamente da uno degli artefici, Roberto Ragazzoni, ordinario dell'INAF.


                    

venerdì 16 marzo 2012

Una cascata di splendidi diamanti


E' Messier 9, un ammasso di stelle ben noto, di cui però  Hubble Space Telescope ha prodotto l'immagine più dettagliata mai scattata e resa pubblica oggi. Cliccate per vedere quanto è bella!!

Purtroppo questa bellissima "palla" di stelle, tutte fra loro legate da mutua attrazione, non si può vedere ad occhio nudo! 

Messier 9 è un ammasso globulare di cui Hubble riesce a distinguere ben 250.000 stelle,  si trova a circa 25 000 anni luce dalla Terra vicino al centro della Via Lattea; così vicino che le forze gravitazionali dal centro galattico cercano di "tirarlo dentro" deformandolo. 

Gli ammassi globulari contengono le stelle fra le più "vecchie" della nostra Galassia, quelle di M9 sono "vecchie almeno il doppio del nostro Sole, ed hanno anche una composizione di elementi diversa, dato che si sono formati da gas meno ricco di elementi. 

In particolare gli elementi necessari per la vita sulla Terra,  ossigeno e carbonio,  sono molto scarsi in Messier 9  proprio perchè  perché gli elementi più pesanti si sono formate gradualmente nei nuclei delle stelle, e poi sono dispersi da esplosioni di supernova. 

Difficile quindi che attorno a quelle stelle ci siano pianeti simili alla Terra. 

Ecco un filmato che ci fa capire dove è Messier 9 

video

Mentre questo ci fa fare un viaggio a volo d'uccello entro questo stupendo oggetto celeste.

video


Sorpasso avvenuto. Piace anche a Galileo...



La congiunzione fra Venere e Giove, che vede ora il sorpasso di Venere  a grande velocità,  pare piacere molto a Galileo Galilei. La statua è quella del grande fisico e astronomo in Prato della Valle, la grande piazza di Padova.


Peraltro fu proprio da qui vicino che il 9 e 10 gennaio 1610 Galileo osservò per la prima volta i satelliti di Giove, osservazione determinante per convincerlo della  sua teoria.

giovedì 15 marzo 2012

Ma come mai che la Luna è fatta così ?


La vediamo così almeno due - tre giorni al mese. Fa parte della nostra vita, il suo ritmo scandisce il nostro tempo, è bellissima, romantica, pallida (secondo Leopardi), serena nella notte pallida (il Trovatore - Verdi), provoca le maree, è cara agli innamorati, detestata dai contrabbandieri e malfattori vari. 

Ma come mai è fatta così? con quei buchi, i "maria" , che spesso vengono chiamati erroneamente mari (ma di acqua neanche l'ombra) ?

Ora è facile per noi saperlo, basta dedicare 3 minuti 3 a questo splendido video che inizia 4.5 miliardi di anni fa, quando un'enorme massa di magma, probabilmente staccatasi dalla Terra in seguito a un gigantesco urto. Buona visione. 




   
   

mercoledì 14 marzo 2012

Angry Birds sul Sole

Se non avete ancora giocato a Angry Birds lasciate perdere questo post e precipitatevi a questo indirizzo 

Ritorno sulla tempesta solare successiva ai brillamenti e flares vari che si sono susseguiti fino praticamente ad ieri. Non voglio annoiare, quindi metto insieme qualche punto di vista, immagini, diverse da solito. Guardate qui sotto:  non vi sembra di vedere la faccia di un uccello, forse un gufo, corrucciato ?  Bellissima, in luce di idrogeno e a toni invertiti: più scuro è più caldo.  (clicca per ingrandire) . E' scattata proprio nei giorni in cui si è originata la tempesta magnetica successiva ai flares solari. 


Qui sotto invece vedete proprio i primissimi effetti di quella tempesta, catturati da un satellite NASA che, come si capisce dagli ultimissimi fotogrammi, ne viene investito.


video

Chi ci ha rimesso le penne è stato il satellite Venus_Express, che orbita da mesi e mesi attorno a Venere, peraltro strapieno di strumentazione italiana. E' stato di fatto accecato dalle particelle e radiazioni e perso il controllo e l'orientamento. 


E infine un esempio della "parte buona" delle tempeste solari: aurore stupende sulla Terra.

           

martedì 13 marzo 2012

La vita, nonostante tutto.


Nonostante sia "bellissimo" secondo gli appassionati di deserti, quello di Atacama, in Cile, non è certo il posto migliore in cui vivere. Infatti, a parte un'oasi a grande altezza, San Pedro, non c'e proprio vita stabile. Ci son, come abbiamo detto più volte, i telescopi dell'Osservatorio Europeo, sia ottici sia radio.

E' uno dei posti più secchi del mondo e questo dura, secondo gli specialisti della materia, almeno da  venti milioni di anni. Sembra insomma sia anche uno dei luoghi  più inospitali della Terra. Ma nel profondo, sotto la superficie di questo mondo incredibilmente arido, i microbi impazzano anche senza ossigeno o luce del sole.

Fra gli "estremofili" , le forme di vita più estreme che conosciamo, come quelli che vivono nei geyser dello Yellowstone Park in USA, questi sembrano veramente i più estremi.

Li hanno scoperti  ricercatori del Centro di Astrobiologia della Spagna e del Cile, Università Cattolica, a oltre due metri sotto la superficie del deserto.

Si formano, a quella profondità,  dei piccoli ecosistemi dovuti a umidità e sali che favoriscono la sopravvivenza microbica.

Quello che rende interessante per l'astrobiologia questa scoperta non è tanto questo, però, quanto il fatto che riescono a vivere anche senza ossigeno e luce solare.

Interessante anche perchè le condizioni potrebbero essere simili anche su Marte. Magari, insomma, i "marziani" potrebbero essere solo microbi.

domenica 11 marzo 2012

Sorpasso cosmico in tre mosse

            cam to gif

Nelle prossime tre serate il cielo sarà sgombro da nubi in buona parte d'Italia. Non perdiamoci il sorpasso di Venere su Giove, di cui abbiamo parlato già una decina di giorni fa. 

Ci siamo. Le tre immagini che si alternano qui sopra sono la simulazione id quanto si vedrà alle 19 in cielo rispettivamente l'11 marzo, stasera, poi il 12, domani ed il 13, dopodomani a sorpasso compiuto con Venere che se ne andrà per conto suo sempre più nei prossimi mesi, fino a passare davanti al Sole in giugno.  Evento raro su base della vita umana, che già abbiamo visto nel 2004 e poi però non rivedremo più per dieci decenni e passa, fino al 2117. 

Puntolini luminosi in cielo, Venere brillantissima.  Qui sotto due foto tessera, giusto per ricordarsi come sono in realtà. Oggi possiamo vederlo grazie a telescopi raffinati e satelliti. Altro che dea dell'amore, Venere è un pianeta torrido, 400 gradi al suolo 


e su Giove non ci si potrebbe respirare un secondo. 



giovedì 8 marzo 2012

Caroline e Henriette. Due grandi donne dell'astronomia


Una grande donna e scienziata con una vita "secolare" : Caroline Lucretia Herschel (1750-1848). Una vita che sembrava predestinata, come molte di allora, a un’esistenza grigia e sottomessa ai voleri ed esigenze della famiglia, originaria di Hannover, e si trasformò invece in una specie di favola, con una delle più strane carriere di scienziata che si ricordi. Il padre voleva che la figlia Caterina s’istruisse, ma la madre ne voleva invece fare una donna di casa per avere un aiuto nei lavori domestici, e la spuntò sul marito. Caroline non ebbe così alcuna educazione e la sua vita prese la direzione tranquilla e castigata di un’esistenza da eterna “signorina”, di allora, a servizio della famiglia.

Ma con la sua intelligenza e caparbietà la Herschel diede una sterzata a 180 gradi, favorita certamente dall’innata passione per la conoscenza che portava dentro di sé e che il padre, suonatore di oboe nella banda di Hannover, non mancò di agevolare per quel che poteva. Appena le fu possibile sfuggì alla madre e raggiunse il fratello William, modesto musicista ma grande astronomo che, nel frattempo, si era spostato in Inghilterra, aveva compiuto già notevoli scoperte, fra cui quella del pianeta Urano, e guadagnava decentemente, dato che era alle dipendenze del Re.

Fu lui a iniziarla alla musica, alla matematica e fisica di allora e Caroline apprese finalmente, e in breve tempo, quella scienza che le era stata negata in gioventù.



Da domestica del fratello ne divenne ben presto l’assistente arguta e scrupolosa, sia nelle lunghe notti passate a osservare il cielo che, di giorno, per i complessi calcoli necessari in astronomia, allora fatti faticosamente a mano.

Questa nuova condizione, a quell’epoca, sarebbe già stata una vittoria e un segno di distinzione ma Caroline, pur rimanendo collaboratrice del fratello, si rese completamente autonoma come scienziato. Fu la prima donna a scoprire una cometa il 1 agosto 1786, e questo le valse la notorietà internazionale. Da allora fu un susseguirsi continuo di successi: 8 comete scoperte, un importante commento al lavoro del grande astronomo dell’epoca, Flamsteed, un intero catalogo di nuovi oggetti celesti, fra cui nebulose e galassie, scoperti col telescopio di cui gli Herschel disponevano.



Grazie a tutto questo fece parte dell’Olimpo della scienza di quell’epoca, con amici del calibro di Gauss, ritenuto il più grande matematico mai vissuto, e fu, assieme a Mary Somerville altrettanto famosa studiosa di matematica e fisica, nientemeno che la prima donna ammessa alla Società Reale di Scienza. Un evento epocale. I suoi 97 anni li festeggiò suonando per i principi reali un pezzo di musica scritto dal fratello William. Morì l’anno dopo.

In suo onore fu assegnato il nome di “Lucretia” a un asteroide nel 1889 e quello di “Caroline Herschel” a un cratere lunare nel 1935.

Una storia diversa, ma egualmente importante, è quella, aimè assai più breve, di Henrietta Swan Leavitt (1868-1921). Da un lavoro modesto, malpagato e ripetitivo riuscì, grazie al suo ingegno, a trarre il massimo: una delle leggi che sconvolsero la nostra visione dell’Universo permettendo agli astrofisici di misurare finalmente le distanze delle galassie in modo semplice e accurato.


La Leavitt fu assunta come “calcolatore” all’Osservatorio di Harvard. Questo curioso ruolo è stato presente negli Osservatori Astronomici, anche italiani, fino agli anni ’60 del secolo scorso. L’astronomia, infatti, è una scienza che comporta una quantità enorme di calcoli che, prima dell’avvento dei computer, dovevano essere svolti a mano da schiere di “calcolatori” umani.  La Leavitt entrò dunque nel 1893 nel gruppo di donne calcolatrici guidato dal famoso astronomo Pickering. Il problema di allora era visionare e catalogare una quantità enorme di lastre fotografiche che erano prodotte dai vari telescopi di Harvard. Pickering aveva provato a far lavorare studenti maschi, pagandoli poco o niente, ma il lavoro non era interessante e i giovani riempivano di errori le loro relazioni sulle varie lastre.

Pickering virò allora sulle donne, mettendo insieme un team che lavorò per anni molto bene, e decisamente a costi ridotti rispetto ad altrettanti colleghi maschi. La Leavitt era disgraziatamente sorda, ma si pensa che questa menomazione le permettesse addirittura una migliore concentrazione nell’esame delle lastre fotografiche che riportavano le immagini delle varie zone di cielo riprese.

Il lavoro di catalogazione delle lastre di Harvard, eseguito dal gruppo di donne, fu massacrante ma mastodontico e preziosissimo per l’astrofisica, e in questo la Leavitt si distinse anche sopra le altre.

Ma la vera scoperta si deve al suo acume: notò, infatti, che alcune stelle, chiamate da allora Cefeidi dato che la prima scoperta da Henrietta fu proprio in quella costellazione, variavano la loro luminosità con una costanza e periodicità che potevano essere descritte da una semplice legge matematica.

La cosa non era da poco, La Leavitt aveva scoperto una specie di stella che poteva essere considerata come un “faro” nell’Universo. E inoltre questa particolare specie di stelle era molto diffusa nell’Universo, quindi facile da trovare e usare: infatti, ogni volta che si osserva una stella variare con quella legge si può capire quanto dista, confrontando la luminosità che si osserva con quella che sappiamo, deve avere intrinsecamente. Esattamente come un faro: da quanto luminoso o debole lo vediamo, possiamo sapere quanto dista, conoscendo ovviamente la sua luminosità intrinseca.


Questa legge squassò letteralmente, agli inizi del secolo scorso, i confini dell’Universo conosciuto, centuplicandoli e più dato che permise di capire finalmente che le “nebulose” che si intravedevano con i telescopi di allora, non facevano parte della nostra Galassia, la Via Lattea, ma erano invece erano lontanissime galassie.  Grazie alla Leavitt l’Universo cambiò in un attimo e si popolò quindi di quei miliardi di galassie che conosciamo oggi, ognuna con miliardi di stelle.

Purtroppo la Leavitt, che fece anche altre scoperte di rilievo, morì ancora giovane e non poté mai ritirare quel premio Nobel per cui anche era stata unanimemente proposta.

Per onorarla, anche per lei venne assegnato il suo nome ad un asteroide e ad un cratere lunare.

Due storie che ci raccontano come si possa cambiare con intelligenza e caparbietà, e forse un po’ di fortuna, il destino che sembra esserci assegnato.
 

martedì 6 marzo 2012

Sulla Luna non si legge sotto l'ombrellone



Come mai sulla Luna le ombre sono così nette, senza le sfumature che abbiamo sulla Terra ?

L'immagine qui sopra, che mostra l'ombra dell'orlo del cratere Lobacesky che avanza, ce lo dimostra bene, così come quella più sotto che mostra il cosiddetto "terminatore", ossia la linea d'ombra sull'intera Luna, che dipende ovviamente dalla reciproca posizione del sistema Terra-Luna-Sole

Il punto è semplice : sulla Terra, l'aria diffonde la luce e consente agli oggetti non esposti alla luce diretta del Sole di essere ancora ben illuminati. Si comporta insomma come un vetro diffusore. Si tratta di un effetto chiamato diffusione Rayleigh (scattering). E' lo stesso motivo per cui il cielo è blu. In sostanza sulla Luna o c'e' scuro completo o luce completa. Se volessimo portarci un bell'ombrellone e sdraio e metterci al Sole sulla Luna.... sotto l'ombrellone non vedremmo nulla per il buio ;DD


Sulla Luna non c'è aria, nessuna atmosfera e quindi niente scattering di Rayleigh e le ombre sono molto scure.

Val la pena di ricordare che lo scorrere delle ombre dei monti lunari al passare delle ore su una delle prove fondamentali che permise a Galileo Galilei, nel 1610, di concludere che la Luna non era un corpo "perfetto" sferico, bianco e incorruttibile, ma un satellite che ci ruotava attorno.  A volte le cose più evidenti sono le più difficili da scoprire! 


lunedì 5 marzo 2012

Lunedì... già stanchi ? Fatevi un volo notturno in solitudine


Notte, a 400 chilometri di altezza. Nuvole bianche, luci delle città, mari, coste. E poi ancora I lampi e bagliori del temporale, il sottile strato dell'atmosfera all'orizzonte , a volte dorato, e, stupende, le aurore boreali viste "dall'altra parte." E alla fine i primi chiarori di un alba. 

Buona visione, merita, e buona settimana.


           

venerdì 2 marzo 2012

Ma che, ci vogliamo perdere Marte ?

Speravo di scamparla, e invece niente, la mia amica Angelica, di nome e di fatto, implacabile mi telefona e mi dice : Cosa è quella roba  che  luccica e vedo qui dal balcone della cucina a Fiera di Primiero (paesino veneto di montagna ndr) ?

Gli umani sono spesso così, tanto sono bravi pittori e poeti, come lei (ecco il suo sito), tanto sono esigenti con te, povero astronomo statale, che secondo loro dovresti capire come ..... è orientato il loro terrazzino in vero legno di montagna.

Nonostante io fossi a Roma accaldato per i 22 gradi mi capisco con la mia estrosa amica di tanti anni e Le dico che sta vedendo Marte. 

Allora estendo a tutti Voi, amici/che cari, l'invito a guardare stasera o domani sera, poi pare sarà brutto tempo per un po', in alto nel cielo.


Come sempre troveremo, verso le 18.30 e dopo, Venere all'inseguimento di Giove che, ricordo, sorpasserà il 13 prossimo. Basta guardare verso Ovest, dove è appena tramontato il Sole. I più fortunati, con un bell'orizzonte libero, vedranno fino alle 19 anche Mercurio, molto basso. 

 
Se ci spostiamo ora dalla parte opposta, verso Est dove sorge il Sole, vediamo Marte che, nel corso della notte, sarà sempre più alto in cielo, quindi dalle 19 in avanti lo vedrete senz'altro, di colore rossastro, dato che è ricoperto di polvere con un alto contenuto di  ferro. Un pianeta arrugginito insomma.....

E la Luna direte Voi ? Beh oramai è bella alta e certamente non avrete difficoltà a trovarla in cielo. 


Nell'immagine ci sono anche alcune stelle famose e riconoscibilissime, sempre per le 19 , ma poi semplicemente ruotano e quindi le ritrovate eguali , ma "spostate un po'.

Vi segnalo in particola Betelgeuse, della costellazione di Orione, anch'essa riconoscibilissima usando questa immagine. E' candidata a scoppiare molto presto (su tempi astronomici) come Supernova. Saranno guai per noi....

Se proprio non trovate Orione riguardatevi questo se vi va