giovedì 31 marzo 2011

La Terra è fatta a patata ?

Certo che si! 

image

Finora abbiamo imparato, a scuola, che la Terra è “tonda”, come i bei mappamondi che stanno nelle classi o anche in casa nostra. Poi alle superiori, o all’Università, qualcuno ci ha detto che invece la Terra è “un po’ come un arancia”, schiacciata ai poli e rigonfia all’Equatore. Benissimo. Ma stiamo sempre parlando della forma della Terra, e se invece consideriamo come è distribuita la sua attrazione gravitazionale? Già perché questa dipende dalla massa. Allora è una patata, come sopra.

Il motivo per cui un aereo cade se gli si ferma l'elica o una mela idem va sul pavimento se ci scappa di mano è sempre lo stesso: l’attrazione gravitazionale fra i due corpi. Il maggiore attira il minore (in realtà lo fanno a vicenda ma fra mela e Terra la sproporzione è troppa anche per immaginare che la mela attragga la Terra…) e tanto più lo attira quanto più son vicini.

Questo va benissimo ovviamente se non si ha bisogno di  modelli raffinati e dettagliati, ad esempio , per gli oceani. Allora capire come va la gravità punto per punto sulla Terra è importante, e questa dipenderà da quanta “massa” c'è sotto l’area che considero.

image


Bene il satellite NASA GOCE ha fatto dopo due anni una bella rappresentazione del geoide, (dal greco geo terra), in cui viene rappresentata non la forma geometrica, ma l’intensità della gravitazione.  ed ecco come appare: una bella patata rotante. (La gravità passa da un minimo il blu, ad un massimo , il giallo).


video

In pratica se la Terra fosse omogenea questa sarebbe una sfera perfetta e dello stesso colore. La rotazione, il moto della acqua, le montagne , e depressioni, rendono il campo gravitazionale continuamente variabile.  Le variazioni sono minime, intendiamoci, ma continue, a causa anche, per restare alla cronaca, dei continui terremoti che dimostra, però che la Terra è ancora un pianeta “vivo” ed in evoluzione. 

Avere una rappresentazione ottimale del campo gravitazionale terrestre è fondamentale per studiare a fondo il comportamento degli oceani, per esempio, argomento di cui sappiamo ancora troppo poco

Aria ghiacciata, foto fortunata

Un post a parte, sovrannumerario e brevissimo, per questa splendida immagine di un alone solare. 

E' una foto dell'altro giorno, scattata in Michigan, nelle regioni del Nord. L'alone, nelle regioni fredde, non è un fenomeno raro, dato che è dovuto, sostanzialmente, al fatto che nell'atmosfera si ghiacciano larghi strati di  particelle di acqua che vi sono sospese e che "funzionano", a quel punto, come microscopici prismi o catarinfrangenti.
Ma così grande, bello e ben ripreso è raro vederlo. Buona visione !!




mercoledì 30 marzo 2011

Nuvola Rossa, ma non è un capo indiano ;DD


Un'immagine stupenda, appena rilasciata dall'Osservatorio Europeo, ESO.  La grande nuvola rossa è una regione di gas idrogeno rilucente, che circonda l'ammasso stellare NGC 371

Si tratta di una delle tante regioni di idrogeno ionizzato esistenti, note come Regione HII, in cui il gas serve come indispensabile, ed abbondante, materiale per la formazione di nuove stelle
Il tutto, la nuvola rossa e l'ammasso stellare NGC 371  stanno nella Piccola Nube di Magellano, osservabile nell'emsfero Sud, molto vicina alla nostra Galassia, solo 200.000 anni luce. 

Sono le stelle appena formatesi, e quindi ancora molto calde, ad emettere la radiazione ultravioletta che fa diventare così luminosa la nuvola di idrogeno.

Ecco qui anche un breve filmato che ci mostra un cielo che non possiamo vedere, perché stiamo nell'emisfero Nord....

video

Il filmato è ovviamente una sequenza di immagini vere montate una dopo l'altra. Parte con il cielo dell'emisfero Sud del mondo e mostra le due galassie di Magellano, la Piccola e Grande Nube, per arrivare poi all'immagine di cui abbiamo parlato.

Mercurio, come nessuno lo ha mai visto prima !


Eccola!

E' la prima immagine mai ottenuta da una sonda spaziale in orbita attorno a Mercurio, il primo dei pianeti del Sistema solare in ordine di distanza dal Sole. (clicca per vedere i particolari)
E' arrivata ieri sera grosso modo a mezzanotte (ora italiana) a Terra, trasmessa dalla sonda NASA Messenger, in orbita da qualche giorno attorno al pianeta. 

La trasmissione delle immagini continua e stasera alle 20 ci sarà una conferenza stampa con la proiezione delle altre più significative. 

Stai sintonizzato, le metteremo in tempo reale in rete.

martedì 29 marzo 2011

Infografica planetaria.....


La sonda Kepler di NASA ha cercato nei mesi scorsi se nelle stelle vicine al Sole  ci fossero o meno pianeti che giravano attorno a questa o quella stella.

Grazie al fatto che orbita sopra l'atmosfera, che degrada le immagini,  Kepler ha potuto osservare con grande prescisione , dato che ha trovato moltissimi pianeti o addirittura sistemi di pianeti: oltre 1.000

Un grande successo quindi, ma come capirci qualcosa in un colpo d'occhio ?

L'infografica qui sopra risolve bene il problema tutta la sequenza di stelle trovate in funzione della loro grandezza. I puntolini neri sopra le stelle sono i pianeti trovati. 

Per confronto il Sole è stato messo, con la Terra, da solo in alto a destra prima dell'ultima riga. 

Molto meglio di un grafico professionale come questo qui sotto no ? 

 
Se vuoi vedere e sentire una presentazione su questo affascinante tema, i pianeti extrasolari e le possibilità di vita, puoi vedere questa presentazione.



1000+1 Pianeti, la ricerca di un'altra Terra from leopoldo benacchio on Vimeo.

lunedì 28 marzo 2011

Lo sapevate che .. l’altra faccia della Luna è tutta strana?

Noi della Luna, notoriamente, vediamo sempre e solo una faccia. A parte piccole variazioni, dovute ad un fenomeno che si chiama librazione. 

Succede così perché il sistema Terra - Luna è molto antico, e per un meccanismo noto della meccanica, il satellite tende a sincronizzare il proprio periodo di rotazione con quello dell’orbita (in molti milioni di anni comunque ….). Che vuol dire questo ? Che  mentre ruota su sé stesso ruota anche attorno a noi. E così vediamo sempre e solo quella “faccia”.

La prima volta che si vide “l’altra faccia della Luna” fu il 10 ottobre 1959. La fotografò, molto malamente rispetto alla qualità delle immagini cui siamo abituati oggi, un satellite sovietico il Luna 3.

Ecco l’immagine che mandò il satellite 

lunadietro-1958

E guardate i giornali di allora:

4193007156_e7a6b4bfde_z

L’impressione fu enorme: per la prima volta nella storia si vedeva “l’altra faccia” della Luna di cui si era potuto solo fantasticare. In particolare il giornale che mostriamo (lo dico per i più giovani) era l’organo di stampa ufficiale del Partito Comunista Italiano,  quindi dava grande risalto alla conquista della Unione Sovietica, cui tutti i partiti comunisti europei, anche se in modi diversi, erano molto legati. 

Sempre dei sovietici è la immagine, molto migliore della faccia nascosta della luna dovuta alla sonda Zond, rilasciata nel 1968

Eccola:


luna-1968

Ma veniamo ad oggi perché è stata appena rilasciata la miglior carta che abbiamo. pochi giorni fa NASA ha messo in rete questa splendida immagine dovuta alla sonda LRO, che ha orbitato attorno al nostro satellite per mesi, producendo mappe eccezionali. 

far-side-moon-lro

Il dettaglio qui è notevolissimo, come vedete. L’immagine poi è un mosaico e quindi le singole immagini sono ancora più dettagliate.
Potete notare senz’altro la forte differenza con la “faccia che vediamo”. Questa è tutta butterata di crateri grandi e piccoli, molto più dell’altra. La causa è semplice. Questa faccia non è “protetta” dalla Terra e quindi è stata più esposta agli impatti cosmici di meteoriti grani e piccoli. Ci sono vari progetti di “utilizzo” della faccia nascosta della Luna per esperimenti scientifici.

domenica 27 marzo 2011

Un arcobaleno molto raro

E' domenica e il tempo sta ahimè peggiorando in molte parti d'Italia. 


Consoliamoci con questa splendida immagine: una notte di Luna piena alle Hawaii, un doppio arcobaleno formato dalla luce della Luna, uno spettacolo tanto raro e sognante da sembrare  quasi artificiale.

sabato 26 marzo 2011

Mamma voglio fare l'astronauta... Ossia il futuro di 50 anni fa

                     
  
Ieri abbiamo messo un post abbastanza tosto e quindi oggi, direi, ci prendiamo un po' di svago, tornando indietro nel tempo di 50 anni, fra la  fine degli anni 50 e l' inizio dei '60 del secolo scorso, quando la "corsa" allo spazio era appena iniziata, l' "esplorazione" spaziale si chiamava col termine machista di "conquista" e tutto assomigliava anche un po' al vecchio West di Jhon Wayne. Anche se, occorre dire,  di gran lunga in vantaggio all'inizio erano gli "indiani" cattivi, ossia i sovietici: primi a lanciare nello spazio un satellite, primi a lanciare un uomo , Yuri Gagarin, primi ad arrivare alla Luna e su Venere.
Eppure la cultura complessiva dello spazio, che gli occidentali e soprattuto gli USA misero in piedi, alla fine, anche per tante altre ragioni, prevalse. E i bambini di allora, che oggi magari sono ingegneri spaziali, chiedevano a Babbo Natale questi giocattoli e sognavano di fare il Pompiere, il Papa, o l'Astronauta.... 

Oggi è tutto più "normale", ma l'astronauta resta, in fondo l'ultimo vero esploratore rimasto

venerdì 25 marzo 2011

Lune giganti e orbite (poco) ellittiche. Per Lucia.

Lucia ci fa due domande.

La prima :

Ma allora anche l'effetto della Luna e del Sole giganti all'orizzonte possono dipendere da un fenomeno di rifrazione??


No. Si tratta di un effetto di percezione, dovuto al nostro sistema di visione (occhio + cervello) neppure tanto ben capito dagli studiosi del campo. Quando vediamo la Luna al sorgere, e quindi bassa sull'orizzonte, ci puo' apparire molto più grande di quando poi si alza nel cielo.  Per sincerarsene è semplice sperimentalmente: in una bella notte di Luna piena si prende un righello, braccio teso e si misura anche molto approssimativamente il diametro della Luna appena sorta. Poi si rifà dopo un ora o due e .... si troverà lo stesso valore. E' quindi il nostro cervello che ci inganna. D'altronde devi pensare che immagini, bellissime, come quella qui sopra sono prese con forti teleobiettivi, per esaltare l'effetto.  Una luna che ci apparisse cosi grande veramente dovrebbe essere assai più grande della Terra!! e saremmo noi il suo satellite e non viceversa :D 


e la seconda 
 
Visto che mi trovo faccio un'altra domanda: perché le orbite dei vari corpi celesti sono ellittiche e non circolari? Solo perché lo dice la 1a legge di Keplero?
Esisterà una spiegazione logica e fisica a ciò? A me che lo dica Keplero nella sua prima legge sinceramente non basta...Ci sarà una motivazione tecnica, fisica, strutturale, gravitazionale...??

Si potrebbe rivoltare la domanda e a Lucia e chiedere, ma perché mai dovrebbero essere circolari ?  Ma sarebbe da felloni... e in effetti corrisponde, la domanda, al concetto che abbiamo noi, e aveva anche Aristotele e quindi siamo in buona compagnia..., che il cerchio sia la figura perfetta , e quindi la più adatta alle cose del cielo. Ma non è così.

Facciamo un passo indietro e consideriamo le figure dei libri di scuola in cui vediamo il Sistema solare rappresentato, come questa  :


 o peggio questa :





Non è affatto questa la situazione, queste figure ci formano nella testa l'idea che le orbite siano molto ellittiche, ed invece, a parte Mercurio,  lo sono pochissimo. Ad esempio l'orbita della Terra differisce da un cerchio per meno di due centesimi e addirittura quella di Venere per 6 millesimi. Se dovessimo disegnarle con una matita normale, insomma, verrebbero dei cerchi perfetti, non ci accorgeremmo della differenze. Comunque anche se poco sono ellittiche. ed anzi il vero motivo per cui il povero Keplero ha impiegato anni per trovare le sue leggi sui dati che aveva è proprio perché queste orbite sono praticamente circolari.....


All'incontrario possiamo dire che non ci sarebbe nessun problema ad avere un orbita perfettamente circolare. E' possibile, ma la velocità del pianeta, data la sua distanza dal Sole,  dovrebbe avere un solo e ben determinato valore, e non cambiarlo mai. Era quindi solo altamente improbabile che, dalla nuvola iniziale di detriti e gas da cui si sono formati i pianeti, la Terra o chi altro, si formasse proprio con quel valore di velocità. Come vedi la Terra ci è andata vicina, ma non ha il valore giusto per avere un orbita circolare, caso particolarissimo dell'ellisse.

Se ricordi un po' d fisica del liceo, si spiega "facilmente" il tutto con la conservazione della quantità di moto (la nuvola iniziale era un disco rotante e quindi anche i pianeti che si sono da quella formata dovevano ruotare attorno al sole) e dal fatto che siamo in presenza di un campo di forza centrale (dovuto all'attrazione gravitazionale del Sole)

Anche l'Universo ha i suoi record....


Non è la foto di una minestra di verdure.... ma l'immagine, nelle frequenze delle microonde,  dell'intero Universo così come era a soli 300.000 anni dal Big Bang. Considerato che pensiamo abbia almeno 13.7 miliardi di anni, possiamo ben dire che ne rappresenta l'infanzia. Per costruire quest'immagine, eccezionale, il satellite Wmap ha impiegato anni.



Quel che vediamo oggi è molto differente: stelle, galassie, ammassi di galassie. E l'Universo ha anche i suoi primati da Guinnes: la stella più fredda e quella più calda, quella più piccola e quelle più grande.

Vuoi saperne di più ? Clicca qui

giovedì 24 marzo 2011

Luna rettangolare ? Arcobaleni volanti? Ma che succede lassù in cielo! ?

Ma questa cosa rossa qui è una forma di strano formaggio, magari inglese ?


Niente paura, lo avete già capito, è la Luna al sorgere più strana che si sia mai vista, la rifrazione atmosferica gioca in modo talmente buffo da farcela apparire  rettangolare !!!  E' dovuto a un miraggio ben noto, che avviene anche nei deserti terrestri e che ha il nome affascinante di "Fata Morgana", proprio quella delle favole.

Questo effetto consiste sostanzialmente in una deformazione dei raggi di luce che provengono dalla Luna sia come colore, si spostano verso il rosso, che come geometria, da tonda la Luna diventa rettangolare.  Più la differenza di temperatura in verticale è forte all'orizzonte e più l'effetto è marcato. Qui doveva essere ovviamente fortissimo....

In questa piccola animazione, assai meno drammatica, vediamo bene come questo effetto gioca soprattutto quando la Luna è bassa sull'orizzonte e poi sparisce man mano che si alza in cielo. (puoi rivederlo più volte, è un filmato molto breve)

video

A volte Fata Morgana agisce anche sul Sole, come nelle immagini qui sotto, meno belle ma indicative


Questo ora lo abbiamo capito, ma che dire invece di questa strana istantanea?  Cosa ritrae, un arcobaleno che prende il volo, delle strane ali multicolori ?


Anche qui chi segue questo blog ha capito "al volo" letteralmente: è l'aurora boreale forse più strana che sia stata fotografata quest'anno, oltre la città di Tromso, Norvegia. Delle aurore abbiamo trattato già più volte per cui lasciamo solo ammirare questa stupenda immagine e riportiamo qui sotto il filmato che tanto era piaciuto un mesetto fa.  Se lo mettete a tutto schermo, con audio, e possibilmente con una luminosità ridotta nell'ambiente, vi sembrerà di essere in Norvegia ad assistere a questo meraviglioso spettacolo.

video

Un altro bel video viene riportato dal sito "Gravità Zero" clicca qui per vederlo

mercoledì 23 marzo 2011

Riparte il Carnevale della Chimica


Riparte il Carnevale della Chimica, ospitata da il "Chimico impertinente" ecco qui

Anche noi, con "L'acqua nell'Universo" partecipiamo volentieri a questa bella iniziativa, per una disciplina tanto utile quanto oggi malintesa e addirittura demonizzata !   ecco qui il post

martedì 22 marzo 2011

Uno straordinario raggio verde ... lunare


 Di fronte alle bellezza sarebbe meglio non proferir parola e rimanere ad ammirare. Quindi oggi dirò il minimo essenziale per spiegare questa eccezionale foto, scattata con un telescopio amatoriale da Jhon Stetson da Cape Elisabeth, nel Maine, USA.

Se la ingrandite vedrete un eccezionale "raggio verde" molto evidente sulla sommità. Non vuol dire, come spesso si racconta ai bambini , che la Luna è fatta di formaggio (gorgonzola nel caso...) , ma che per un caso il raggio di luce rossa proveniente dal contorno delle Luna prima di arrivare alll'occhio dell'osservatore (in questo caso l'obiettivo della macchina fotografica) è passato attraverso degli strati di atmosfera di temperatura molto diversa, dal caldo al freddo. In questo caso la differenza fa sì che i raggi vengano distorti e cambino di colore, dal rosso al verde.

Il fenomeno è bellissimo e raro già per il Sole, molto raro per la Luna, e, forse, la vicinanza del 19 marzo scorso del nostro satellite alla Terra ha avuto la sua parte, quanto meno a rendere bella l'immagine. Ho parlato troppo. Buona visione. 

lunedì 21 marzo 2011

Curioso: una stella a temperatura “ambiente”

Certamente quando pensiamo alle stelle, a una qualunque, pensiamo a qualcosa di tremendamente caldo, quanto meno perché  ci vengono sempre descritte come “palle di gas incandescente”, a migliaia di gradi in superficie ma anche fino a milioni di gradi nelle parti centrali, dove avvengono le reazioni di fusione nucleare. E invece c’è una bella sorpresa! Andiamo per gradi….

800px-Morgan-Keenan_spectral_classification


Parlando della superfice andiamo dai 3.000 gradi delle piccole e rosse stelle “M” ai 60.000 e oltre delle stelle “O”, le più grandi, bianche  e luminose.
E fin qui tutto bene. Senonché  esiste un  oggetto stellare che non si sa mai se classificare come stella mancata o grande pianeta: sono le nane marroni. Si tratta in sostanza di stelle mancate: anche loro, come tutte le altre, sono iniziate da una nuvola di polvere e gas che , per l’azione della gravità, è diventata via via sempre più sferica e densa, ma la quantità di materiale, poca, non è riuscita a produrre sul nucleo quella pressione che gli ha permesso di portare la temperatura a quei milioni di gradi necessari per produrre le reazioni nucleari.
Difficile ? No! basta sfregarsi le mani per ricordare che l’attrito genera calore, e quindi anche nella nube, man mano che la densità aumenta, aumentano gli urti fra le particelle e quindi la temperatura, che misura l’energia degli “scontri”.
Finora si conoscevano nane marroni che aveva “solo” 1.000 gradi in superficie, e un caso, dubbio, di nana marrone a 100 gradi, praticamente acqua bollente. Ma quanto trovato recentemente dal telescopio spaziale Spitzer supera ogni immaginazione. Eccolo qui sotto intanto.

spitzer-space-telescope
Spitzer “vede” nell’infrarosso, e quindi le stelle di bassa temperatura. Ma questa qui sotto , indicata con la “B”   potrebbe essere una stella nana bruna con una temperatura superficiale di solo 30 gradi!  Praticamente la temperatura ambiente di una bella giornata di inizio giugno….

mg20928034.600-1_600
Non  chiaro e ci sarà da studiare ancora parecchio, certo che se sarà confermato sarà un vero record.  La stella mancata “B” è compagna di quella indicata con “A”, che è invece una normale nana bianca, e le gira attorno ma è troppo lontana per essere un grosso pianeta (7 volte la massa di Giove). E’ inoltre distante dalla A ben 2500 volte quanto la Terra dista dal Sole. A quella distanza un pianeta dovrebbe essere a oltre 200 gradi sotto lo zero…..

E invece sta a 30 gradi, quindi probabilmente è una stella mancata che ha ancora un po' di energia da buttare fuori: appunto una nana bruna, la non stella

Lo so, la foto è “brutta” e non attira, ma un record è sempre un record! e questa è anche un bel rompicapo per gli astronomi…

domenica 20 marzo 2011

Per chi ieri sera non l'ha vista, Stasera si ripete comunque !


Un famoso effetto ottico: quando vediamo la Luna vicino ad un "oggetto" terrestre ci sembra più grande. Qui siamo a Cordoba, Spagna.

Ieri sera nuvole in molte parti d'Italia, ma stesera si può aprofittare pe guardare la Luna iena, sorge solo un pochino più tardi, ma dalle 20 in poi va bene. Buona domenica.

sabato 19 marzo 2011

La notte della Luna grande, ma anche le prossime vanno bene.

Nel post che precede questo abbiamo visto che non c’è nulla di particolarmente “eccezionale” nella grande Luna di stanotte, ma anche che è un ottima occasione per soffermarci, magari in compagnia, a osservare il nostro splendido satellite al massimo del suo splendore. E chi non ci riuscisse stanotte non si curi dei titoloni dei giornali, anche le prossime notti andranno benissimo, la Luna Piena non fuggirà chissà dove domani...

1

Metto quest'immagine a piena risoluzione per chi volesse usarla, può farne un bel poster per sé o per farne un regalo. Visto che non si può donare la Luna, almeno una fotografia!  E’ una delle più belle a mio parere, ma se piace di più questa sotto, della Luna durante una eclissi, con il tipico colore rossastro, prendetela pure, anche questa si può stampare per pochi euro fino a 50 x 70.

5

Molto, ma molto meno bella, eppure molto più importante è invece questa immagine, della faccia “nascosta”  che non vediamo mai, ripresa dagli astronauti della missione Apollo 16. Guardate quant'è diversa l’altra faccia della Luna.

6

Ma torniamo per un momento alla Luna:  non gira  attorno alla Terra in un orbita circolare, bensì schiacciata, di forma ellittica,  e quindi può sembrarci più o meno grande in cielo, a seconda della distanza con una differenza fra la posizione più vicina, perigeo, e più lontana, apogeo, di circa 50.000 chilometri su 380.000 di media. Ben,e ancora una volta un immagine ci viene in aiuto ecco la dimensione massima e minima apparente assunta dalla Luna nel 2010, l’anno scorso. 

3

E' proprio per la complessità della azione della Terra e del Sole sull’orbita della Luna, come due gigantesche mani che fanno a braccio di ferro per accaparrarsi il nostro satellite, l’orbita cambia leggermente ogni mese e non esistono due lune piene eguali. Quest'immagine , con le 12 “lune piene” del 2005, ce lo mostra perfettamente, guardate le piccole differenze da una all’altra. 

4

Finiamo con una chicca storica, la prima immagine, in assoluto, di un oggetto celeste fu proprio quella della Luna, un dagherrotipo , la fece WC Bond ad Harvard nel 1850, la fotografia era agli esordi, ma come si fa a resistere a tanta bellezza ed eleganza, mi chiedo ?


giovedì 17 marzo 2011

50 anni fa l’Italia in orbita fra i grandi del mondo

Pochi forse sanno che 50 anni fa circa, il 15 dicembre 1964, l’Italia fu la terza nazione al mondo, dopo USA e l’allora Unione Sovietica, a lanciare un satellite artificiale attorno alla Terra.Era il San Marco 1, poco più di 100 chili, e portava a bordo due strumenti per lo studio dell’alta atmosfera. Eccolo in una foto d’epoca:

San_Marco_1

E qui sotto un filmato che riassume in pochi secondi gli ultimi preparativi ed il lancio effettuato grazie ad un vettore Scout ceduto gratuitamente dall’aeronautica militare americana.


video

Quel lancio avvenne dalla base USA di Wallops Island, in Virginia.
Il Progetto San Marco vide il lancio complessivamente di 5 satelliti, fino al 1988 che furono tutti ideati e gestiti da Luigi Broglio. Veneziano di nascita, professore universitario a ROma, generale dell’Aeronautica è  considerato il padre dell’Astronautica italiana.
Scienziato di valore per i suoi studi innovativi di aereodinamica godeva di grande considerazione anche negli stati uniti. Riuscì  a convincere il governo italiano di allora che l’Italia doveva avere una sua piattaforma di lancio, che infatti fu costruita a Malindi , Kenya, ed oggi porta il suo nome ed è in uso all’Agenzia Spaziale Europea. Eccola.

San_Marco_launch_platform

Qui sotto vediamo Broglio con il mitico Von Braun, lo scienziato tedesco padre delle micidiali V2 hitleriane, ma anche del progetto Apollo che portò l’uomo sulla Luna.

_broglio von braun lores

Oggi l’eredità di quel lontano lancio, che segnò l’inizio delle attività spaziali dell’Italia, è affidata all’Agenzia Spaziale Italiana, ASI.   
Nel sito ASI  troverete , e interessa, molte notizie e immagini sulla storia dell'astronautica italiana , dopo quel primo, indimenticabile lancio in orbita di un 'Italia allora in pieno sviluppo.

mercoledì 16 marzo 2011

Colorati, iridescenti, velocissimi: gli HH !

video


Se hai cliccato qui sopra, cosa che ti consiglio vivamente dato che è un video molto bello,  quello che  hai appena visto è un viaggio dai confini della nostra Galassie dritto dritto ad una regione di formazione di stelle  molto vicina a noi, che gli astronomi individuano con il nome di NGC6729. Eccola qui sotto in tutta la sua strana bellezza in un’immagine rilasciata oggi dall’ESO, l’Osservatorio europeo del Sud.


Quel che succede in questa foto è abbastanza drammatico. Stelle in piena formazione, anche esterne a quel che si vede nell’immagine, hanno espulso del materiale di “troppo”. La stella infatti quando si forma deve trovare un equilibrio fra massa  e dimensioni e, tipicamente nelle prime fasi, ne può eruttare anche parecchia per portarsi al valore che le permette di “vivere poi tranquilla”. 

Un’altra immagine per spiegare bene:



Le stelle in formazione hanno spedito nello spazio circostante il gas in eccedenza, che ora vediamo come archi o bolle colorati e iridescenti, mentre viaggiano a un milione di chilometri all’ora!! S0no gli oggetti Herbig Haro, dal nome dei due astrofisici che per primi hanno capito la loro natura.   Belli no?
E bellissime le immagini che ci regalano i telescopi europei in Cile.

Qui sotto il Very Large Telescope, un complesso di 4 fra i maggiori telescopi del mondo sotto uno dei cieli migliori in assoluto. 

The LMC and SMC at Dawn

martedì 15 marzo 2011

Stai alla larga se hai paura dei ragni.



Ecco qui il perché di questo strano titolo, una splendida immagine della parte centrale della Nebulosa "Tarantola"....

L'ha appena rilasciato l'Istituto dello Hubble Space Telescope, di NASA e dell'Agenzia Spaziale Europea ESA.  Dopo 20 e più anni di onorato servizio per la scienza HST si prende il lusso , e la soddisfazione, di produrre immagini "belle", come questa, per il pubblico. La Nebulosa infatti è ben nota e studiata. Da questa immagine, comunque si può facilmente capire come sia formata da una nube enorme di gas e polvere da cui si formano continuamente nuove stelle. 
La nebulosa sta nella galassia, molto vicina a noi, della Grande Nube di Magellano, visibile nell'emisfero Sud del mondo anche ad occhio nudo (ma come un fievolissimo batuffolino di luce).
Oltre alle stelle in formazione in questa nebulosa sono presenti anche stelle molto "vecchie", ossia al termine della loro evoluzione.  Qui infatti si ebbe lo scoppio della Supernova 1987A, la meglio osservata  di tutta la storia....

Eccola qui sotto nell'ultima immagine ripresa da HST , lo scoppio è già avvenuto e il materiale che componeva la stella si sta allontanando a velocità supersonica come fosse un anello di fuoco :



Se invece vuoi farti un giretto per il nucleo della Nebulosa, e te lo consigliamo, ecco qui un filmato che te lo permette.


video

Per finire una immagine complessiva della Nebulosa, a circa 160.000 anni luce da noi ed estremamente luminosa, tanto che con un modestissimo cannocchiale da amatore si puo' perfettamente vedere e studiare, ma certo non con questo dettaglio e nitidezza ottenibile dallo spazio. 

lunedì 14 marzo 2011

Robot spaziali e un Social Network per telescopi. Ma in che mondo viviamo !?


Bella vero ?  la metto sul blog a piena risoluzione, così chi vuole la può prendere ed esaminare bene o usarla. 

La regione del mondo è il Colorado, il cielo è splendido, a sinistra del monte e ala sua destra rispettivamente il piccolo e grande Carro. 

Daccordo, le avete riconosciute, ma le due strisce continue, due perfetti archi in cielo,  che sono ?

Semplice, nè ufo nè strane stelle cadenti nè asteroidi, ma uno dei migliori robot spaziali in azione , lo Hubble Space Telescope, è il responsabile della traiettoria continua in basso, mentre la Stazione Spaziale internazionale, ISS, è la causa della traccia in alto. E la ISS è strapiena di robot.  Proprio in questi giorni gli astronauti della ISS, fra cui l'italiano Paolo Nespoli,  stanno spacchettando il "Robonauta". 

Robonauti che sostituiranno gli astronauti, telescopi che si parlano fra loro e si scambiano dati, informazioni e ordini, senza bisogno degli astronomi....    Se vuoi saperne di più clicca qui al più presto ;) 

Il robanauta, un po' buzzurro...., eccolo qui  comunque 




 

domenica 13 marzo 2011

Acqua nell’Universo

Con questo post partecipo molto volentieri al Carnevale della Chimica  


 
H2O è certamente la formula chimica più nota al grande pubblico, talmente familiare e riconoscibile da essere usata spesso, e in tutto il mondo, anche come logo di questo o quel brand. 

Ci è talmente usuale che forse non abbiamo mai ragionato sul fatto che può mostrarci anche la strada per rispondere alla domanda: “da dove viene l’acqua e quanta ce ne è nell’Universo”. Già perché nell’Universo c’è molta acqua. Ne abbiamo trovato i segni un po’ dappertutto dal nostro vicinissimo satellite, la Luna, fino alle più distanti e fredde nubi interstellari della nostra Galassia. 

image
Al Polo sud della Luna esistono zone ghiacciate

Come mai c’è tanta acqua nell’Universo e in quale forma la troviamo? La spiegazione, diciamo, tecnica è piuttosto complessa ma la linea logica è al contrario piuttosto semplice. Proviamo a seguirla con un po’ di pazienza.
Partendo proprio da H2O possiamo emulare il signor di Lapalisse e dire che, per avere una molecola d’acqua, occorre innanzitutto disporre di atomi di idrogeno e di ossigeno, ovviamente nelle condizioni opportune perché possano legarsi fra loro. Questi due elementi sono d'altronde ben attivi chimicamente e quindi possiamo sperare che queste condizioni siano abbastanza frequentemente soddisfatte, tenuto anche conto, ad esempio, della enorme varietà di diverse situazioni di pressione e temperatura che possiamo trovare nell’Universo. I due elementi hanno però origine da fenomeni completamente diversi e sono presenti in quantità molto diverse fra loro. L’idrogeno infatti rappresenta fra l’80 ed il 90 % della materia esistente e si sarebbe formato circa 250.000 anni dopo il Big Bang, in un epoca chiamata della 
ricombinazione. 

image
E tu come te lo immagini il ig Bang ?

Prima di quel momento le condizioni di pressione e temperatura nell’Universo primordiale non permettevano alle singole particelle elementari di combinarsi fra loro per formare atomi. L’idrogeno, il più semplice degli elementi, che possiamo pensare come composto da un solo protone nel suo nucleo con un elettrone che gli orbita attorno, si sarebbe formato in quel tempo, distante da noi più di 13 miliardi di anni. Allora si sarebbe formato anche l’Elio, l’elemento chimico appena più complesso dell’Idrogeno.
Praticamente tutti gli altri elementi, compresi l’ossigeno ed il carbonio che sono alla base delle molecole organiche tipiche della vita, si sono formate in modo del tutto diverso, in un processo, la nucleosintesi, che avviene all’interno delle stelle e grazie alla fusione nucleare. Per trovare l’ossigeno che ci serve per costruire una molecola di acqua dobbiamo seguire questa pista 


image
La catena di nucleosintesi


Una stella si forma a partire da una nube cosmica di gas e polveri, che, nelle prime fasi dell’Universo, è sostanzialmente composta di idrogeno. Quando usiamo la parola “nube” in campo astronomico non dobbiamo farci trarre in inganno dalla nostra esperienza sensoriale quotidiana. Stiamo parlando di densità fra i 1.000 e i 100.000 atomi per centimetro cubo. Per avere un confronto pensiamo che se consideriamo un volume eguale pieno di comune nebbia vi troviamo molti miliardi di miliardi di atomi! Condizione estreme di rarefazione quindi, ma gli spazi sono enormi, parliamo di miliardi di miliardi di chilometri cubi, e quindi la massa complessiva di queste nubi è comunque notevolissima, anche se la densità di materia è talmente piccola da non poter essere neppure ragionevolmente immaginata. In tempi appunto “astronomici”, ovvero centinaia di milioni di anni, la nube si condensa per effetto della gravità, formando una sorta di bozzolo ellissoidico ed al cui centro pressione e temperatura raggiungono valori elevatissimi. 

image



Quando la temperatura al centro arriva ai milioni di gradi si innescano le reazioni nucleari, principalmente fra gli atomi di idrogeno, che si fondono fra loro per formare atomi più complessi e pesanti, come Elio per primo e poi altre reazioni che danno luogo alla formazione di Carbonio e, appunto, Ossigeno. Il processo è continuo, imponente e rilascia quell’energia che sostenta la stella e si irraggia nello spazio circostante. Per fare l’esempio del nostro Sole nel suo nucleo ogni secondo 600 tonnellate di idrogeno si trasformano in 596 di Elio. La differenza di massa, 4 milioni di tonnellate, viene convertita in energia tramite la famosa relazione di Einstein E=mc2. Per inciso notiamo che è da qui che nasce la luce ed il calore che ci permette di vivere sulla Terra.
 
image
Le varie reazioni D-euterio T-rizio He-lio e le energi rilasciate



E’ quindi grazie ad una serie di trasformazioni nucleari che, a partire dall’Idrogeno, si formano gli atomi di Ossigeno. Per dare un’idea delle proporzioni nel Sole misuriamo 7 atomi di ossigeno ogni 10.000 di idrogeno. Dopo la formazione della prima generazione di stelle abbiamo quindi a disposizione gli atomi di Idrogeno ed Ossigeno necessari per formare le molecole di H2O. C’è però un problema: questi atomi sono all’interno delle stelle a temperature e pressioni anche elevatissime. Il meccanismo che fa “evadere” l’idrogeno e l’ossigeno, così come tutti gli altri elementi chimici formatisi nella fusione nucleare con il processo di nucleosintesi, è, principalmente, quello della Supernova. Nella sua evoluzione la stella, se ha una massa iniziale sufficientemente elevata, arriva ad un punto in cui le reazioni di fusione nucleare per continuare necessitano di talmente tanta energia che l’equilibrio che l’ha governata per miliardi di anni improvvisamente si rompe. A quel punto la stella praticamente si autodistrugge in pochi secondi, espellendo a velocità supersoniche tutto il materiale gassoso che la compone, che si espande nello spazio circostante, diminuendo velocemente di densità man mano che si espande. 

image
Quel che resta della Supernova del Granchio, vista apparire nei cieli circa 1000 anni fa

A questo punto siamo nelle condizioni ideali per avere l’acqua, abbiamo di nuovo una nube di gas e polveri da cui si formeranno nuove generazioni di stelle. Ma questa volta abbiamo sia idrogeno che ossigeno, oltre a tanti altri elementi chimici fra cui il carbonio, anch’esso fondamentale per la vita.. Da queste nubi, con lo stesso meccanismo descritto sopra, si formeranno nuovamente i bozzoli da cui verranno altre stelle con i loro sistemi planetari, simili o diversi dal nostro. Ma questa volta nei bozzoli sarà già presente l’acqua, formatasi dalla combinazione di idrogeno ed ossigeno.
Quanto abbiamo detto è fortemente schematico ma ci aiuta a capire come mai troviamo la firma di molecole di H2O anche nelle più lontane nubi interstellari. Ma per rimanere nelle vicinanze del nostro pianeta, sempre parlando da un punto di vista astronomico, nel nostro Sistema solare troviamo le tracce dell’esistenza, presente o passata, dell’acqua un po’ dappertutto. Dalla Luna a Marte,

Un cratere su Marte con un ghiacciaio evidente al suo interno
dai nuclei cometari ai satelliti di tanti pianeti. Certo è in condizioni molto diverse a seconda che consideriamo le zone vicine al Sole o ce ne allontaniamo. Il bozzolo primordiale, da cui si è formato l’intero Sistema solare aveva dimensioni di centinaia di migliaia di volte la distanza Terra Sole, che è di soli 150 milioni di chilometri. A quelle distanze, ma anche a quella di Plutone, distante dal Sole “solo” 40 volte più del nostro Pianeta, la radiazione solare arriva debolissima e le temperature sono dell’ordine dello zero assoluto, ben oltre i 200 gradi sotto lo zero centigrado.

L’acqua quindi nel nostro Sistema solare è presente soprattutto nella forma di ghiaccio, mista ad altri ghiacci di altri elementi o molecole. Con le imprese spaziali degli ultimi 10 anni abbiamo addirittura potuto fotografare nuclei di comete, che sono apparse come gigantesche “palle di neve” sporche, asimmetriche e delle dimensioni di una diecina di chilometri, un misto di ghiacci e polveri. Ma anche alcuni dei satelliti dei pianeti più esterni, ad esempio Saturno, hanno mostrato agli obiettivi delle sonde spaziali, prima fra tutte la europea Cassini che resterà attorno al Pianeta con gli anelli ancora diversi anni, un mondo dalla superficie solcata di canali e ricoperta di ghiacci.

image
Saturno ed i suoi anelli

E nelle vicinanze del Sole che fine ha fatto l’acqua? Di sicuro allo stato liquido la troviamo solo sulla Terra. C’è incertezza sul fatto che possano esistere “giacimenti” di ghiaccio sulla Luna, nei crateri polari che non ricevono praticamente radiazione dal Sole. Su Marte l’evidenza di un’epoca in cui l’acqua fluiva sul pianeta rosso è oramai abbastanza condivisa, mentre vaste zone di ghiacci sono note oramai dagli anni ’70 del secolo scorso. Forse Marte racchiude ghiaccio anche al di sotto della sua superficie e gli ultimi rilevamenti delle sonde hanno intravisto del vapore acqueo nella sua atmosfera.
Se quindi, a differenza forse di quanto scrivono spesso i media, l’acqua è presente e abbondante, in ragione proprio della sua origine, nell’intero Universo, dal nostro piccolo e quasi insignificante Sistema Solare alle più lontane nubi interstellari della Galassia, è anche vero che la nostra Terra resta, finora, un unicum. L’acqua allo stato liquido , e quindi così abbondante e facilmente fruibile, necessita per esistere di un equilibrio delicatissimo: un pianeta solido, di massa relativamente piccola, con una atmosfera particolare, posto ad una distanza dalle sorgenti di energia tale da permettergli di non diventare in poco tempo né un mondo arroventato come Mercurio o Venere né ghiacciato come Plutone. 

image


Acqua nell’Universo quindi, un po’ dappertutto, ma quella utile alla nostra vita è, per ora, tutta e sola quella che abbiamo sulla Terra. Meglio pensarci sopra e usarle del riguardo.

image