lunedì 28 febbraio 2011

Cartoline lunari gigantesche....


Hai una stanza da arredare con una gigantografia? Ti piacerebbe metterci la Luna in tutto il suo dettaglio ? 

Ora puoi!!

Leggi qui il resto della storia

Spugne spaziali ruotanti e un po' anarchiche....

Il Sistema solare è vecchiotto, almeno almeno 5 miliardi di anni, ma forse più. E di sicuro non era certo fatto come lo vediamo oggi, anzi!  

Certamente era affollatissimo di "sassi volanti" sotto forma di asteoridi piccoli e grandi e sù sù fino a pianeti grandi come Marte, come  si presume fosse Theia,  il pianeta che avrebbe  cozzato miliardi di anni fa con la Terra dando luogo ad una espulsione di materiale che ha formato poi la Luna.  

Comunque sia andata deve essere stata un'epoca violenta, e lo vediamo dalla quantità paurosa di crateri di tutti i tipi di cui è costellata la Luna e tanti altri corpi del Sistema Solare che non possiedono, o hanno posseduto, un atmosfera che mitigasse gli urti e una vegetazione che li ricoprisse. 

Ora il nostro Sistema Solare appare molto ordinato e rispondente alle leggi della meccanica celeste. Niente disordine insomma, dato che tutto quello che non era in equilibrio con gli altri corpi è stato spazzato via per urto o altro. 

Qualcosa di strano comunque è rimasto e Hyperione, uno dei tanti satelliti di Saturno, ne è un bell'esempio.


Questa gigantesca spugna cosmica  orbita a circa 1.5 milioni di chilometri da Saturno ed ha dimensioni non banali : 410x260x220 chilometri. E' il corpo irregolare più importante del Sistema solare. Butterato di crateri deve il suo aspetto "spugnoso" al fatto di essersi probabilmente formato per accumulo di polveri e ghiacci attorno ad un nucleo iniziale. Non dimentichiamo che i ghiacci abbondano negli anelli di Saturno!  

E' nero e riflette pochissimo perché coperto da polvere scura, che potrebbe provenire da un altro satellite di Saturno: Phoebe.   La particolarità  molto interessante è che la Sonda Cassini, che ci ha regalato la splendida immagine qui sopra, ha rivelato che questa polvere è ricchissima di materiale organico semplice. Un altro indizio che la formazione della vita potrebbe essere parecchio in debito con quanto proviene dallo spazio come  comete e asteroidi che hanno impattato la Terra. 

Qui sotto vediamo infine due filmati interessanti: il primo è il passaggio di Cassini accanto a Hyperione, di pochi mesi fa, Mentre il secondo ci dà bene conto del fatto che Hyperione è, assieme ad un grosso asteroide, Toutatis, l'unico corpo del Sistema solare ad avere una rotazione caotica






Ecco il filmato con la rotazione di Hyperione

sabato 26 febbraio 2011

Risvegli fra le stelle.

Tracy Dyson,  USA,  in uno dei pochi momenti di relax che un astronauta può avere nella dura giornata di lavoro nella Stazione Spaziale Internazionale. Tracy guarda la Terra attraverso la splendida "veranda" della Stazione, una sofisticatissima realizzazione della tecnologia italiana.


La giornata di lavoro nella ISS è infatti schedulata rigidamente e prevede lavori molto delicati e anche alcuni piuttosto faticosi, come i lavori all'esterno dell'involucro della Stazione, grande oramai come due campi di calcio.  Forse alla fatica non pensiamo quando si parla di astronauti per via delle ridotta gravità in cui lavorano...


Da domani comunque per gli astronauti niente sveglie o gracchiare di radiomessaggi da Terra, ma bensì questa canzone, Blue Sky, scelta dalla maggioranza dei votanti ad una iniziativa di NASA.  (per la cronaca la seconda classificata, a un'incollatura, è il mitico tema di Guerre Stellari....) .



Per chi vuole comunque è ancora possibile mandare la propria fotografia in orbita con le ultime due missioni Shuttle, previste per i prossimi mesi, ma occorre affrettarsi clicca qui e fra pochi mesi potresti avere il tuo certificato di volo sullo Shuttle ( o almeno quello della tua faccia ;D )

venerdì 25 febbraio 2011

Tweet non umani dallo Spazio !!!???

Finalmente stanotte la missione Nasa ST133 è andata. Decollo perfetto e ultima missione per il Discovery, lo Shuttle più anziano che ha portato a termine 38 missioni. Quasi un rottame per la verità, rifatto N volte e costato un pozzo di soldi, mentre doveva essere una missione "low cost", figlia della sciagurata filosofia del basso costo degli anni '70, che ha provocato seri guai agli USA e  la sua quasi retrocessione in serie B.

Comunque al momento tutto bene , e poi speriamo pure meglio.

Il video del lancio, sempre bello ed emozionante




E' certamente una missione importante, quanto meno perché porta in orbita un pezzo di Stazione Spaziale Internazionale , ISS, tutto italiano: il modulo Leonardo. Pochi sanno, a proposito di un minimo di orgoglio per la nostra industria che ancora funziona al top, che oltre il 50% della superficie "vivibile" della ISS che orbita da anni a 340 chilometri sopra la nostra testa, è di costruzione italiana. 

ma la cosa più divertente, ed interessante, è che in questa missione arriva alla ISS anche il Robonauta, un robot antropomorfo che servirà a testare cosa si può fare in orbita con una macchina del genere. 

Eccolo che si presenta in questo video



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non solo ma, come vedete dalla foto qui sotto, è capace di operare con uno smartphone...


e invierà messaggi su twitter   come @AstroRobonaut.  Interessante da seguire...

giovedì 24 febbraio 2011

Pieno o vuoto ? Il Tao dell'Universo.....

Nel post precedente abbiamo visto, in un paio di minuti, quali siano i rapporti fra le dimensioni degli oggetti celesti: i pianeti, molto differenti anche fra loro, le stelle, con dimensioni che variano ancor di più e poi idem per i miliardi di stelle che stanno nei miliardi di galassie che pensiamo, sulla base di osservazioni e con l’aiuto di un po’ di statistica, che popolino l’Universo. 

Mmmmmmmmmmmmmmmm, non vorrei però,  che ci fossimo fatti l’idea che l’Universo sia “pieno” di materia", sotto forma appunto di pianeti, stelle  etc.    
A questo ci aiuta disgraziatamente anche qualche libro di scuola che porta immagini come queste, in cui i Pianeti sono di dimensioni comparabili alle distanze dal Sole.



Ci facciamo, senza volerlo,  l’idea che il Sistema solare sia “pieno” grazie a queste rappresentazioni. Invece la questione è piuttosto diversa e chi ha seguito anche i soli primi minuti della conferenza 1000+1 pianeti, che trovate qui pochi post più indietro, sa che invece è il contrario. Anche solo rimanendo nel nostro Sistema solare troviamo che le distanze sono enormi rispetto alle dimensioni dei pianeti stessi. Ad esempio la Terra ha un diametro di 13.000 km circa, 100 volte meno del Sole, e sta a 150 milioni di chilometri dalla nostra stella madre…

Ecco qui sotto un’immagine decisamente brutta ma molto, molto interessante. È un mosaico di immagini dei pianeti del nostro Sistema solare, compresa la nostra Terra, presi dalla sonda Messenger, oggi come oggi dalle parti di Mercurio, il più vicino al Sole dei pianeti.  Nonostante si tratti di una proiezione in cielo, ovviamente, si vede bene, con un po’ di pazienza, quanto “piccoli” siano i pianeti rispetto alle distanze che li separano, tanto che è difficilissimo distinguerli.




Con con il post di ieri, siamo in grado di capire come l’universo sia più “vuoto” che “pieno” di materi, dato che le dimensioni degli oggetti celesti sono incomparabilmente più piccole delle distanze che li separano.

Questo simpatico filmato della tv canadese ci rafforza ulteriormente l’idea corretta sulle distanze nel Cosmo che ci stiamo  facendo. 











Infine, per chi non lo avesse mai visto, un po’ di “science vintage” : il classico “Potenze di dieci” degli anni ’60, che segnò una svolta nella divulgazione della scienza, si va prima verso i confini dell’Universo (c’è un errore su questo valore se riuscite a trovarlo) e poi di nuovo dentro l’atomo.


                    

mercoledì 23 febbraio 2011

Chi è più grande di chi ?

La Terra è grande ? Direi... ha un diametro di 12.756  chilometri circa ! Ma Giove 143.000 circa, e il Sole poi? 1.390.000 chilometri.  

Insomma le dimensioni degli oggetti celesti sono molto varie e quasi tutte difficili anche solamente da  immaginare. In questo filmato impariamo tutto sulle dimensioni nell'Universo, in soli due minuti :))



video


Grazie a Luca Nobili, INAF, per l'aiuto con il filmato

martedì 22 febbraio 2011

Un rumoroso sorpasso,veramente spaziale.


Nei giorni scorsi, esattamente la notte del 14 Febbraio, la sonda spaziale Stardust, Polvere di Stelle, ha incontrato la cometa Tempel 1 a molto milioni di chilometri dalla Terra. Si è avvicinata come non mai, 178 chilometri la distanza minima fra il corpo naturale e quello artificiale, e poi via di nuovo ognuno per la sua strada. Ne abbiamo già parlato in un post precedente.

Qui oggi  ci divertiamo invece a vedere un filmato davvero spettacolare e unico rilasciato da NASA, ottenuto componendo le varie immagini dell'incontro.





Divertente anche sentire il rumore delle particelle di polvere cometaria, simili alla banale polvere che magari sta su un nostro mobile non pulito da qualche giorno, sulle pareti della sonda spaziale (qui sotto)

video

lunedì 21 febbraio 2011

Se proprio non potete andare in montagna a sciare ...


Un post leggero e sperabilmente gradito, il lunedì è sempre meglio trattarsi bene




Una bellissima immagine della nostra Via Lattea presa dalla sommità di un monte svizzero Creux du Van, sopra Neuchatel.  Cieli così, purtroppo, nelle nostre città possiamo solo vederli sullo schermo del PC.

Altra bella possibilità,  per andare su e giù per la Via Lattea con una immaginaria astronavep più veloce della luce (che non si può proprio....) andate a questo bellissimo sito cliccando qui

A domani!

sabato 19 febbraio 2011

1000+1 Pianeti, la ricerca di un altra Terra.




Vuoi sapere tutto su quanti  pianeti conosciamo oggi fuori dal nostro Sistema Solare? Vuoi capire come li scopriamo mentre girano attorno a stelle che non sono il Sole  ? Sapere se potremo mai trovare un pianeta gemello delle Terra ?
E se lo troveremo ci sarà vita e potremo comunicare con questi "gemelli" ?

Eccoti servita una chiacchierata di un oretta, perfetta per un ascolto durante il week end,  che ti racconta tutto in modo semplice. Se ti restano curiosità scrivi un commento!!

venerdì 18 febbraio 2011

Neutrino on the rocks.

Un nuovo cocktail, un liquore da bere freddo e un minimo annacquato da ghiaccio?  No semplicemente un nuovo telescopio, anzi un centinaio,  per stanare gli inafferrabili neutrini.


Certamente non ha lenti né specchi, anzi: solo ghiaccio, cemento e metallo e un buco profondo nel pack del Polo Sud. Viene calato in un pozzo  un sensore particolare posto all'estremità di una lunga asta. Il tutto viene ricoperto di acqua, che ovviamente ghiaccia praticamente all'istante. Il sensore è capace di misurare la luce blu emessa dal ghiaccio stesso che lo racchiude. 

Come, vi chiederete, del ghiaccio che emette luce ? Esatto se passa di lì un neutrino e reagisce con il ghiaccio stesso allora l'urto provoca l'emissione di luce nel blu. 

Di questi strani buchi, pardon telescopi,  ne sono stati costruiti un centinaio, tutti attorno al Polo Sud,  nell'ambito di un esperimento chiamato appunto "Cubetto di ghiaccio". 

Ma veniamo al punto: cosa sono i neutrini e perché siamo interessati a catturarli? Be' sono particelle elementari senza carica, come dice la parola stessa, che vengono prodotte in molti eventi fisici, ad iniziare dalle reazioni nucleari che producono energia nelle stelle e soprattutto in eventi catastrofici, come lo scoppio di Supernovae. Riuscire a catturarli e capire quanti sono e come sono fatti ci fornisce quindi informazioni preziose su quanto sta accadendo in questa o quella stella.

Il problema è che sono "neutri" e quindi passano senza problemi da parte a parte la Terra  senza interagire con nulla, o quanto meno interagendo con altre particelle con una frequenza bassissima. 

Per fare un parallelo sarebbe come avere una strana pallottola, sparata da una ancor più strana pistola, capace di passare qualunque muro senza fare il minimo buco o graffio.  Con questi strani telescopi si spera di riuscire a catturarne qualcuno.

Qui sotto un'immagine di un altro telescopio per neutrini, questa volta molto grande, sempre basato su acqua. Il suo nome è Kamiokande ed è giapponese.Se un neutrino dovesse reagire con una molecola d'acqua verrebbe subito rivelato da quegli strani palloni che incombono a centinaia sopra il laghetto artificiale. Sono in realtà dei sensori molto perfezionati.  

superK

giovedì 17 febbraio 2011

Problemi col cellulare ? chiedi al Sole.....


Il Sole si sta risvegliano, come previsto, e ha avuto un brillamento molto forte, come non si registrava da 5 anni. Energia in volo verso la Terra, sciami di particelle. C'e' da temere ? Per fortuna no, il campo magnetico terrestre ci fa da scudo, ma qualche piccolo problema potrebbe esserci. 

La galassia morbidosa....


NGC 2841 nella nuova bellissima immagine rilasciata al pubblico proprio oggi dall'Istituto NASA del Telescopio Spaziale Hubble, HST, di Baltimora. 

Un dettaglio senza precedenti, grazie alla nuova camera fotografica WF3 montata su HST, che da alla galassia un aspetto a "fiocchi di lana".

E' molto vicina a noi, pochi milioni di anni luce, 36, e ha un'attività piuttosto modesta, si formano infatti nuove stelle continuamente nei "fiocchi" ma in modo si potrebbe dire "pacato", mentre sono evidenti segni di una attività passata molto più intensa. 

E' una delle galassie vicine prese come riferimento per uno studio sistematico sulla formazione delle stelle, campo in cui sappiamo oramai veramente molto, ma ... probabilmente c'e' anche di più da scoprire ancora!

mercoledì 16 febbraio 2011

La cometa bucata.....

La sonda Stardust ce l'ha fatta, è arrivata fino a pochi chilometri dal nucleo della cometa Tempel-1 e ha inviato le fotografie del cratere provocato nel 2005 dalla sonda Deep Impact.


Qui sopra vedi la zona della cometa prima e dopo l'impatto.
Ma per capire e vedere altre immagini leggi questo breve articolo cliccando qui

Riflessi nel blu dell'infinito....


Al centro di questa bella immagine, appena rilasciata dall'Osservatorio Astronomico Europeo, ESO, la Nebulosa M78, fotografata con il telescopio da 2.2 metri di diametro a La SIlla, sulle Ande cilene. 

Le stelle brillanti accanto e dietro la nebula illuminano le nubi e sacche di polvere che come infiniti catarinfrangenti spargono la luce in tutte le direzioni cambiandole il colore verso il Blu. 

Messier 78, il che significa la numero 78 nel catalogo del grande astronomo francese di due secoli fa, è un esempio perfetto di nebulosa a riflessione. I questa scala il nostro sole sarebbe un puntinino impossibile a distinguersi!!

martedì 15 febbraio 2011

Mamma, ho perso l’America…..

In questa splendida immagine vediamo la nebuolosa Nord America, così chiamata perché la parte sinistra assomiglia a quella regione del mondo come forma.  L’immagine è presa dal telescopio giapponese Subaru in luce visibile,sovrapposta alla stessa immagine  in infrarosso.

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Se prendiamo però l’immagine della stessa nebulosa presa recentemente dal telescopio Swift, NASA, solamente nell’infrarosso non vediamo più la forma del continente. Perché?


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Semplice. Osservando nelle lunghezze d’onda infrarosse si riesce a penetrare attraverso la polvere che è molto abbondante nella Nebulosa. In pratica le enormi nubi di polvere visibili nella prima foto, “scompaiono” se le osservo con Spitzer nell’infrarosso.  

Appaiono invece ammassi di stelle “giovanissime”, sul milione di anni ancora avviluppate dal bozzolo di polvere da cui si sono formate.

lunedì 14 febbraio 2011

Numero speciale per San Valentino.....

Proprio oggi NASA rilascia questa bella immagine, già segnalata in anticipo nei giorni scorsi :



Leggi tutto qui e guarda altre 10 galassie strane dello stesso tipo e filmati molto interessanti.

Pallottole incandesenti....

Quando si dice il caso...  Il nostro Sole, nei giorni scorsi, ha sparato una pallottola incandescente, violentissima, e velocissima.

Fai andare questo video a pieno schermo e osserva con attenzione, probabilmente dovrai farlo andare un paio di volte perchè il fenomeno è velocissimo.

video

Fortunatamente questo "burp" solare è avvenuto  nella parte del Sole opposta alla Terra in quel momento, quindi il "proiettile" è stato sparato in altra direzione.

Per aver una idea delle dimensioni guardiamo questa immagine in cui un flare , brillamento, solare che crea un arco viene messo a confronto con le dimensioni della Terra, che ovviamente non sta ì ma a 150 milioni di chilometri di distanza.

Perchè abbiamo parlato di caso all'inizio? Chi segue quest blog sa che qualcosa di simile a quanto raffigurato nella figura era successo a gennaio, sempre nella stessa zona da cui è partito il "proiettile" solare. Per caso, e per fortuna, entrambe le volte la rotazione solare ha fatto sì che il fenomeno avvenisse dalla parte opposta a noi della sfera del Sole. Fenomeni di questo genere possono infatti creare seri disturbi alle comunicazioni satellitari e anche terrestri.

sabato 12 febbraio 2011

Tablet, Ragazzini/e e Stelle: la gioia di imparare !!

Ipad, Samsung, Motorola, Toshiba e via dicendo. E' l'anno dei tablet che ci fanno leggere il giornale con un tocco, vedere che tempo farà e via dicendo. Una rivoluzione, un nuovo rinascimento secondo qualcuno. Vedremo nei prossimi mesi.

Già nel 2004 l'Osservatorio Astronomico di Padova - INAF concorse ad una competizione globale e si aggiudicò una cospicua donazione, in termini di materiale, dalla Helwett Packard con un progetto di didattica dell'Astronomia svolto con scuole elementari e medie di Bologna.

A distanza di 7 anni, un'enormità nel "tempo" dell'informatica, il video sotto ci mostra ancora, tramite la freschezza e l'entusiasmo dei ragazzi/e coinvolti, che il progetto era veramente buono. 

Ma soprattutto che i giovani, quando li si prende dal verso giusto, sono entusiasti di imparare!



venerdì 11 febbraio 2011

Il Binocolo + grande del mondo…

 

Eccolo, bellissimo, il Large Binocular Telescope, posto sulla sommità del Monte Graham, in Arizona. L’edificio è alto 45 metri e ruota  per permettere al telescopio di osservare ogni angolo del cielo.Il telescopio doppio , oltre 25 metri. Impressionante da vedere. 

LBT nasce da  una cooperazione fra Stati Uniti, (50%) , Germania e Italia, entrambi al 25%

in questo filmato, girato per la sua inaugurazione nel 2004, vediamo bene le caratteristiche principali e la partecipazione italiana

video


Qui hai il sito dell’inaugurazione con una bella galleria e molte specifiche, mentre qui hai il sito con le immagini più recenti per il pubblico.

LBT, con i due specchi da 8.4 metri di diametro su un’unica montatura meccanica, è il più grande telescopio esistente. Esso rappresenta inoltre uno dei maggiori progetti dell’Astrofisica attuale.

La sua configurazione binoculare ne fa uno strumento rivoluzionario, con prestazioni non ottenibili dai telescopi tradizionali.
 
Fornisce immagini dettagliate quanto un telescopio tradizionale con specchio da 22.8 metri: potrebbe vedere un’auto sulla Luna!

Pensato per le ricerche di frontiera: studiare la struttura a grande scala dell’Universo e la natura dei buchi neri giganti o osservare direttamente i pianeti di stelle vicine.
 
Le tecnologie sviluppate per realizzarlo portano questo strumento, e tutti i Partner del Progetto, al massimo livello della ricerca astrofisica mondiale.

Le tecnologie utilizzate per LBT hanno permesso un forte contenimento dei costi rispetto ai telescopi tradizionali. In tutto il telescopio è costato 110 milioni di $. 


Con il Progetto LBT il know-how italiano ha fatto un passo avanti.
 
La Ricerca ha aumentato le proprie capacità di progettazione, realizzazione e management di grandi strumenti. L’Industria ha potuto qualificarsi ulteriormente in campo internazionale, ottenendo anche contratti prestigiosi.

L’imponente montatura meccanica del telescopio è stata realizzata ed assemblata in Italia.

Diverse ditte di ingegneria sono diventate, grazie allo sviluppo del Progetto, leader internazionali nella progettazione di sistemi avanzati per astronomia e telecomunicazioni.
 
L’innovativo sistema di ottiche adattive installato su LBT è realizzato con una tecnologia completamente italiana.

giovedì 10 febbraio 2011

Precedenza assoluta alla Bellezza!

Si lo so, avevo promesso di parlare del Large Binocular Telescope, il maggiore al mondo, che per un quarto è italiano. Ma poi stanotte è stata rilasciata questa immagine. E allora, come capita nella vita, magari anche ”solo” per un sorriso della  persona che ti sta davanti, me ne sono innamorato.
D’altronde guardatela, non ho ragione ?

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(se volete prenderla e stamparvela su carta fotografica l’ho inserita in qualità massima possibile, tiene bene fino a 16x20 e anche oltre)

E’ un oggetto strano, ARP 147, che fa parte di un catalogo di oggetti celesti strani , il catalogo di ARP, che è stato compilato da un astrofisico bravo, simpatico e assai strano : Halton Harp, che da anni si batte, non senza argomenti ma forse in modo un pizzico maniacale, , contro il Big Bang. Clicca qui se vuoi vedere chi è H.C. Arp.

Si tratta di un paio di galassie in interazione fra loro, a 430 milioni di anni luce da noi.  la parte in rosa è dovuta al telescopio spaziale Chandra, che cattura i raggi X provenienti dagli oggetti celesti, mentre la parte rossa, verde e blu è dovuta allo Hubble Space Telescope.

La collisione fra le due galassie ha prodotto molta energia da cui è nata un’onda in espansione di stelle nuove e molto calde. Proprio perché così calde si sono evolute in brevissimo tempo, appena qualche milione di anni, sono esplose ed hanno lasciato dietro di sè parecchi buchi neri, che ovviamente non possiamo vedere, ma possiamo intuire dove siano perché in coppia con altre stelle emettono, come coppia appunta, molti raggi X.

Sono le palline rosa che vediamo nell’immagine. Ancora meglio nel filmato qui sotto vediamo la strana coppia in varie lunghezze d’onda, dal visibile all’infrarosso ai raggi X. L’ultima immagine del breve filmato è l’immagine composta cui oggi abbiamo dato precedenza, ma ne valeva la pena. 

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mercoledì 9 febbraio 2011

Grancassa USA, ma primato italiano...

Brilla brilla mia stellina… la famosa canzoncina inglese presente in tutte le recite scolastiche ed i carillon rappresenta bene, in forma musicale, una delle bestie nere degli astronomi che osservano il Cosmo da Terra: il "seeing".

Il fenomeno è assai complesso da rendere con un modello matematico, ma semplicissimo da capire "a naso". L'atmosfera con il suo incessante agitarsi "spalma" l'immagine delle stelle, che sarebbero puntiformi, in una patacchina più o meno grande a seconda dell'agitazione dell'atmosfera stessa. In pratica come avere una immagine più o meno sfuocata. Micidiale se uno vuole studiare le stelle. 

La tecnica che si usa per ovviare a questo inconveniente gravissimo si chiama ottica adattiva. In pratica si "spara" in cielo un laser che simula una stella e lo si osserva assieme alle stelle vere  e proprie che si intende studiare. Delle stella artificiale creata dal laser sappiamo bene la forma, osserviamo la distorsione della stessa operata all'atmosfera e quindi possiamo correggerla sull'immagine. Ovviamente a quel punto sappiamo correggere anche le stelle vere!

Facile a dirsi, difficile a farsi, ci sono voluti anni per venirne a capo. Ora gli americani di Gemini annunciano, con molto orgoglio, di avere sperimentato un laser capace di proiettare 5 stelle alla volta, per risultati ancora migliori. ecco alcune immagini.


Decisamente suggestiva questa che mostra uno dei due grandi telescopi Gemini e il laser che esce dalla cupola. 

 

Ed ecco come appare il laser a "5 stelle"

Senza nulla voler togliere ai colleghi americani, comunque, va ricordato che la tecnica è un primato italiano, già montato con successo da parecchi mesi, e dopo lunghi anni di studio e prove, al Large Binocular Telescope,  LBT, di cui parleremo nel prossimo post uno dei vanti della tecnologia applicata italiana.

E guardate i risultati :



A sinistra come il telescopio LBT, il maggior "binocolo" esistente al mondo, vede la stella a destra come l'apparecchiatura di ottica adattiva riesce a migliorare l'immagine e far capire come il "batuffolo" a sinistra sia in realtà composto da 3 stelle. Incredibile no?

Ecco infine qui sotto una intervista a Piero Salinari, dell'Osservatori di Arcetri, che ha guidato il gruppo che ha realizzato l'ottica adattiva di LBT. Ci introduce anche al telescopio di cui parleremo nel prossimo post. Buona visione.


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